Ieri sera in consiglio comunale si è consumata l’ennesima nefandezza da parte della quasi totalità dei colleghi di minoranza. Ma cosa ancor più grave, essi hanno creato una grave commistione con l’attuale maggioranza, votando un candidato revisore dei conti il quale, oltre a non essere stato concordato né con me, né con il collega Giuseppe Di Meglio e la cui elezione ha letteralmente calpestato gli indirizzi originari del gruppo sui criteri di indicazione delle nomine, ha raccolto due voti anche dalla maggioranza. Un evento, questo, che non può senz’altro essere minimizzato con affermazioni del tipo “Visto il prestigio del candidato, ha riscosso consenso anche dall’altra parte“, perché grazie a Dio nessuno di noi dorme con il ciuccio in bocca e tutti ci siamo resi conto di questa malcelata sinergia tra Giosi Ferrandino e Domenico De Siano: bontà loro!
La verità è che tali pseudo-colleghi, dai quali devo escludere necessariamente Ciro Ferrandino e Giuseppe Di Meglio in quanto non appartenenti originariamente alla minoranza consiliare, vivono l’impegno politico secondo una logica che esclude e calpesta il rispetto del prossimo in ogni sua forma, allorquando bisogna avvantaggiare criteri personalistici o, peggio ancora, l’avallo delle imposizioni dei loro referenti, delle cui ingerenze non esitano a lamentarsi privatamente per poi piegarsi a mò di canne al vento alle loro imposizioni “dall’alto”. E la verità è che se la maggioranza di Giosi Ferrandino e compagni è da considerarsi assolutamente inaffidabile e inadeguata alla guida del Paese, di certo questo genere di personaggi non può rappresentare un punto di partenza per costruire un’alternativa credibile.
Era già successo in passato, è successo ieri, sicuramente succederebbe ancora. Ecco perché, per quanto mi riguarda (politicamente parlando), con Luigi Mattera, Paolo Ferrandino, Giovanni Sorrentino, Sandro Iannotta e Gennaro Scotti, la parentesi è chiusa!
Nel giorno della messa pontificale in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, così come nel corso della successiva processione via mare, chi ancora non aveva avuto modo di scoprire quanto i nostri compaesani emigrati nelle Americhe si sentano orgogliosamente Ischitani (forse più di tanti di noi), ha potuto constatarlo in prima persona.
La nutrita delegazione proveniente da Mar del Plata (un’autentica “colonia ischitana”, proprio come San Pedro in California), guidata dall’intraprendente Alfonso Vottola, ha partecipato in grand soirée a tutti gli eventi in programma, in particolare ai festeggiamenti del nostro Santo Patrono, sfoggiando una vistosa fascia biancoazzurra ornata da un sottile ma significativo tricolore sovrastante.
Come ha avuto modo di affermare Salvatore Di Meglio -che ha ospitato tutta la delegazione al suo Hotel Terme President- noi tutti dobbiamo molto a questi nostri fratelli. E non solo perché nei tempi duri, i famosi “pacchi” provenienti dall’Argentina risollevavano la qualità della vita a tante nostre famiglie. Essenzialmente, ciascuno di noi dovrebbe prendere esempio da loro, in primis per quell’attaccamento alla terra natia che dalle nostre parti va sempre più svanendo, sebbene è proprio da essa che quasi tutti noi traiamo le nostre fortune. Grazie al Vescovo Strofaldi, l’ultimo Sinodo diocesano ha coinvolto sia Mar del Plata sia San Pedro, e per quanto ne so il loro impegno è stato assolutamente encomiabile.
Ho promesso al fratello di Alfonso Vottola, Gennaro, autorevole anchor man di due radio molto importanti a Mar del Plata, di recarmi quanto prima da quelle parti a conoscere la loro realtà. E sono sicuro che, come già accaduto più volte a San Pedro, riuscirò anche lì a sentirmi a casa, tra amici.
Basta con queste manfrine! La qualità dell’amministrazione Caldoro è tale da non poter consentire gli stessi teatrini cui abbiamo assistito nella disastrosa era Bassolino-Cascetta. E’ legittimo da parte delle compagnie armatoriali private rivendicare ogni agevolazione governativa prevista per le loro attività, ma è impensabile che i cittadini-utenti di tanto in tanto debbano essere utilizzati come merce da ricatto per ottenere attenzione da parte della pubblica amministrazione.
E’ giunta l’ora che la Regione Campania operi una notevole semplificazione nel settore dei trasporti marittimi, affinché la tanto agognata liberalizzazione del settore consenta a chi intende misurarsi sul mercato di farlo senza troppi intoppi burocratici che favoriscono di fatto le compagnie preesistenti, che per la prima volta, con la comunicazione di ieri, sono state seriamente richiamate dalla Regione al rispetto delle regole con tanto di minaccia di sanzioni.
In questo modo, come avviene in tutti i comparti merceologici, l’aumento della concorrenza sarà senz’altro un toccasana, calmierando i prezzi fin troppo esosi, migliorando i servizi, aumentando gli approdi e consentendo ai migliori di farsi preferire dalla clientela. Nel contempo bisognerà opportunamente regolamentare la Caremar, definendone una volta e per tutte il ruolo con un piano industriale degno di un’azienda che si rispetti e tutelando gli attuali livelli occupazionali.”
Ecco come il popolarissimo Jimmy Kimmel (comico e conduttore tv americano sulla ABC) ha scoperto che anche Matthew Fox, come lui, è originario di ISCHIA.
Pat Di Leva (che mi ha segnalato questo video) è la moglie del compianto John Joseph Di Leva, ischitano d’origine e parente del ceppo ischitano dei “Nerone”. L’ho condiviso con lei, mia carissima amica, perché nel mio ultimo viaggio negli USA fu proprio lei a riferirmi che nel corso del Jimmy Kimmel Show, il popolare attore Matt Dillon aveva parlato del suo viaggio “in questa isola stupenda che si chiama Ischia”, di cui aveva tessuto le lodi a proposito dell’ISCHIA GLOBAL FILM FEST del Regina Isabella. E già in quella occasione -anche se non con tanta dovizia di particolari come in questo caso- Jimmy Kimmel rispolverò i suoi natali ischitani. Sia Kimmel che Fox sono molto famosi in Italia, come in tutto il mondo, per la famosa serie televisiva LOST.
E’ molto bello (e al tempo stesso deprimente, se pensiamo a noialtri) scoprire quanto i nostri connazionali d’oltreoceano siano attentissimi a tutto quanto possa riguardare la nostra Isola, che continuano ad amare dal profondo del cuore anche se, in molti casi, non è la loro terra natale. Da loro, credetemi, sotto quest’aspetto abbiamo tantissimo da cui trarre esempio.
Se n’è andato in silenzio, così come in silenzio ha sofferto negli ultimi anni, ospedalizzato in casa sua sotto le cure devote della figlia Nicolina e della sua famiglia. Con Salvatore “Cocò” (il cognome Di Meglio era superfluo per tutti) scompare un personaggio ha sempre rappresentato un esempio di operosità, generosità, ospitalità e, soprattutto, morboso amore per la nostra Isola.
Probabilmente nessuno dei turisti habituées di Ischia non è passato per il suo ristorante-bar all’ombra del Castello Aragonese: per loro, immancabile il dono di una foto del mare in tempesta a cavallo del suo locale, con il Castello di sfondo e la sua dedica, con un autografo tanto elementare quanto denso di orgoglio.
D’ora innanzi, alla buona cucina “targata Cocò” mancherà per sempre l’ingrediente più importante; e nel nostro cuore, invece, un concittadino benvoluto da tutti.
(nella foto: Cocò con il Vescovo Strofaldi, in una manifestazione organizzata dal compianto direttore del quotidiano “Il Golfo”, Domenico Di Meglio – ph. Gerardo Calise)
Il mio intervento della scorsa settimana in merito al comportamento di Luigi Boccanfuso nel corso della visita ufficiale in Argentina ha destato diverse riflessioni. Il Direttore del quotidiano “Il Golfo”, Domenico Di Meglio, ha condiviso quanto ha fatto l’attuale vicesindaco, asserendo che lui avrebbe fatto lo stesso e che anch’io (smentisco categoricamente) mi sarei regolato allo stesso modo. Geppino Cuomo, opinionista sullo stesso Quotidiano e mio fraterno amico, ha preferito stroncare la polemica per non inficiare l’importanza del viaggio e del gemellaggio, il cui significato va oltre ogni polemica. Il periodico “Ultimora”, invece, ha stigmatizzato molto più di me l’accaduto.
Io penso che ricoprire una carica pubblica significa anche reprimere i propri istinti, qualora questi cozzino con la propria funzione e con quel buon esempio che deve contraddistinguerla. Ecco perché ho attaccato Luigi Boccanfuso e ho chiesto a Giosi Ferrandino di rimuoverlo dall’incarico di vicesindaco; non certo per motivazioni di ordine personale che mai ho confuso con la mia attività politica e che, a differenza dei miei detrattori di sempre, notoriamente non appartengono al mio stile.
Resto più che convinto che se il vicesindaco Boccanfuso si fosse trovato in un’occasione privata sarebbe stato libero di fare ciò che riteneva più opportuno; ma trattandosi di un impegno istituzionale con tanto di concittadini al seguito, il suo è stato un comportamento assolutamente censurabile.
Vorrei conoscere la Tua opinione in merito: puoi farlo votando il sondaggio che segue.
Ho già avuto modo di scrivere in merito alle mie perplessità sul “cambio di direzione” che tutti noi abbiamo notato da questa mattina lungo Via Leonardo Mazzella. Temo un ulteriore addensamento del traffico veicolare lungo Via Michele Mazzella e Via Fondobosso, con tutto quanto comporta la necessità di “disabituarsi” ad un senso di marcia ormai in vigore ormai da cinque anni.
Vorrei conoscere anche il Tuo parere. Fallo attraverso un commento a questo post, oppure votando il sondaggio che segue.
Ho vissuto l’informatica sin dall’età di quindici anni, quando dalle nostre parti se ne parlava a stento. Ecco perché oggi, rispetto a quando ero bambino, non sono per niente scandalizzato del fatto che si sia concretizzato il famoso mito di “fare la spesa dinanzi al computer”: un concetto di e-commerce piuttosto rudimentale che però, dopo tanti anni, è ormai all’ordine del giorno.
Parimenti non mi sorprende il successo dei vari social networks in giro per il web (Facebook in testa); già nel 1990, l’avvento del Videotel fu un autentico fenomeno. Nonostante i suoi costi fossero proibitivi per molti, giovani in testa (non c’erano connessioni flat ma solo onerosi abbonamenti), quel sistema di comunicazione attraverso un terminalino in bianco e nero tenne incollate a chattare giorno e notte milioni di persone d’ogni parte d’Europa. Con quel sistema (i telefonini erano ancora agli albori ed appannaggio di pochi eletti) in tanti si conobbero, ritrovarono, fidanzarono, talvolta addirittura sposarono, così come tanti altri ne fecero il pretesto per separazioni, coniugali e non, più o meno traumatiche.
E’ un fenomeno, quello dei social networks, che va analizzato sotto diversi aspetti.
Quello positivo, ad esempio, contempla casi in cui in tanti riescono a uscire da una sacca di asocialità sempre più diffusa, in particolare nelle piccole realtà come quelle insulari, riuscendo così a confrontarsi in mille modi (e altrettanti risultati) con le persone più disparate e spesso sconosciute. Altri, invece, in cui pur conservando la propria identità personale e professionale, ne fanno semplicemente uno strumento di svago o il motore di ricerca per ritrovare vecchi amici più o meno dimenticati.
L’aspetto negativo, invece, è innanzitutto il rischio-dipendenza. E’ ormai accertato che al pari degli sms, chattare e scrivere in bacheca oltre certi limiti può diventare come una droga.
Facebook, Messenger, Skype e tanti altri “luoghi virtuali”, quindi, diventano croce e delizia degli internauti. Mi chiedo quotidianamente se è più giusto considerarli come un’occasione in più per stare insieme agli altri, ovvero una specie di rimedio ad una pericolosa quanto malcelata solitudine dei più introversi. Sia nel primo che nel secondo caso, comunque, val la pena star bene attenti!
Ieri mattina ho rilasciato un’intervista alla nuova web-tv “IschiaCity Network”, in merito al dispositivo del Co.Re.Com. che ha imposto a Teleischia di concedermi la par condicio ed interrompere il negazionismo che dura nei miei confronti da ben cinque anni.
Giusto per dovere di cronaca, va precisato che Riccardo Sepe Visconti, direttore di ICN, oltre ad aver intervistato me, ha invitato a mia insaputa anche Enrico Buono di Teleischia a rilasciargli un’intervista al riguardo, ma questi si è rifiutato.
Ti invito a vederla su www.ischiacitynetwork.it e a lasciarmi il Tuo commento. L’occasione mi è propizia, però, per plaudire ad un nuovo media appena nato che quanto a correttezza, sembra essere partito col piede giusto, ascoltando su un argomento entrambe le campane. E il mutismo di una di esse non lede affatto la qualità deontologica del comportamento assunto dalla direzione di ICN.
Pochi giorni fa il mio amico Dario Della Vecchia mi aveva inoltrato questa foto della statua del Redentore, sulla banchina del porto d’Ischia, letteralmente ricoperta di luci natalizie bianche e azzurre.
Confesso il mio peccato: avevo pensato ad un’innocente parodia delle luminarie natalizie (a mio avviso di dubbio gusto e senz’altro troppo care) fatte installare dall’Amministrazione di Ischia su tutto il territorio comunale; questo anche per il simpatico riferimento alla “fede napoletana”, calcisticamente parlando, cui Dario faceva cenno nel suo post.
Solo questa sera mi sono accorto che non si trattava di un fotoritocco: la statua del Redentore illuminata a festa è una realtà, una concreta testimonianza della scarsa cultura di chi preferisce la ridondanza alla raffinatezza, basandosi sulla presunzione che tutto è possibile, finanche decorare un’immagine sacra con le “lampetelle” di Natale. E mi meraviglio che i tanti rappresentanti di quella specie di “intellighenzia ischitana” pronta ad insorgere per molto meno, finora abbiano preferito tacere.
Domani stesso provvederò a scrivere al sindaco Ferrandino, chiedendogli di eliminare questo sconcio che (voglio sperare) sia sfuggito anche a lui.
Augusto Delle Donne, sposato con Emilia Ciaravolo, è un buontempone che da poco ho avuto il piacere di conoscere meglio, anche grazie al fatto che i nostri figli David e Simone sono compagni d’asilo. Ho scoperto un piacevole amico, ma soprattutto un cultore della tradizione napoletana, in particolare per quanto attiene alla buona cucina, che pare sappia coltivare alla grande non solo a tavola, ma anche ai fornelli.
Proprio stasera Augusto ed Emilia ci hanno consegnato in anteprima una copia del menu che prepareranno a casa loro, in quel della Fasolara, il 24 sera: all’insegna “A casa Delle Donne-Ciaravolo regna la tradizione“, si comincerà con la bruschetta ai purpetielli, spaghetti alle vongole veraci, capitone e baccalà fritto, insalata di rinforzo (seria), roccocò, mustacciuoli, susamielli e struffoli, per poi terminare con ciociole finali. Il tutto, accompagnato da acqua Lete, vino Biancolella e spumante.
La proposta gastronomica firmata Delle Donne-Ciaravolo si chiude con una giusta chiosa, che dovrebbe farci riflettere: “…e non dimenticate che Natale è una festa, ma soprattutto un MIRACOLO“.
Questa mattina ho mantenuto l’impegno con i miei amici Antonello Di Meglio ed Enzo Boffelli nel recarmi al cine-teatro Excelsior in occasione del raduno del gruppo “I Divini Commedianti”, che com’è noto ha lanciato la causa “Vogliamo un teatro, ci spetta!”.
Mi è stata offerta l’opportunità d’intervenire e ho tenuto subito a specificare, in barba alla preoccupazione di chi temeva che si sarebbe trattato della solita passerella per politici, che “essendo l’unico politico eletto presente in sala, mi affido a Voi affinché scegliate come considerarmi. Se preferite, posso essere qui come semplice cittadino o amico“.
Compiuta questa doverosa precisazione, mi sono limitato ad esporre un concetto che ritengo basilare: i sogni, come le idee, camminano sulle gambe degli uomini. E affinché un obiettivo possa essere raggiunto, dev’essere necessariamente tangibile. L’entusiasmo di questo gruppo rispetto ad una causa senz’altro importante richiede il condimento di un progetto concretamente realizzabile. E’ inutile pensare di costruire una struttura ex novo su un territorio dove vincoli del tutto eccessivi hanno favorito la diffusione dell’abusivismo edilizio. Così come bisogna tener conto di requisiti di sicurezza che oggi non permetterebbero più, come accadeva un tempo, di fare teatro nella Cantina Sociale o nel Liceo.
Urge una verifica di strutture già esistenti sul territorio isolano, dove poter indirizzare gli sforzi di una raccolta fondi (un’idea geniale), prima fra tutte la sala congressi del centro polifunzionale e, subito dopo, lo stesso cine-teatro Excelsior, che potrebbe accettare di diventare “teatro comunale” in determinati giorni della settimana, specie se qualcuno ne sostenesse le spese di adeguamento strutturale. Per esperienza personale, non mi sembra che Davide Maestripieri e Tonino Allocca siano mai stati contro un’ipotesi del genere.
La gente sarà senz’altro più incoraggiata a contribuire se saprà, com’è avvenuto per il piccolo Fabrizio, che esiste una quota da raggiungere che consentirebbe la concretizzazione del sogno-teatro. Quindi, come in tutti i progetti che contano, serve una progettualità ben precisa.
Con l’aiuto di tutti, ma soprattutto senza i soliti pregiudizi tipicamente ischitani, forse tra breve l’idea de “I Divini Commedianti” potrebbe intravedere ben più di una speranza.
Salvatore Federico, dirigente dell’Ischia Calcio e mio amico, mi aveva invitato questa sera all’incontro alla P.O.A. organizzato da Enrico Scotti per discutere le sorti dell’Ischia a partire dalla fine di questo campionato.
Non ho potuto partecipare per altri improvvisi e concomitanti impegni e la cosa mi è dispiaciuta; in primo luogo perché Sasà, forse sopravvalutandomi, mi vorrebbe sempre presente nelle iniziative che gli stanno a cuore. Ma avrei voluto esserci anche perché mi sembra veramente la prima volta che qualcuno si preoccupi dell’Ischia in tempi decisamente non sospetti. E il fatto che quel “qualcuno” sia Enrico Scotti non è affatto casuale.
Non ho mai avuto grande feeling con Enrico; siamo due caratteri forti e spesso ci siamo anche punzecchiati per ricorrenti diversità di vedute, specie in politica; ma nutro rispetto nei suoi confronti, in particolare per quanto attiene al calcio.
Penso infatti che nonostante il suo caratteraccio (e chi di noi non ce l’ha), il panorama calcistico degli ultimi anni ha dimostrato che la sua assenza dalle varie compagini societarie abbia immancabilmente rappresentato un minus quanto a esperienza e rappresentatività. E per quanto abbia voluto ostentare di non soffrire più di tanto l’assenza dal gruppo dirigente dello scorso anno, lo abbiamo visto spesso dalla terrazza dell’ex vicesindaco e presidente Antonio Barile a vedere la partita, a dimostrazione del fatto che l’Ischia Calcio, per un motivo o per l’altro, ce l’ha nel sangue.
Cosa manca ad Enrico? Il sorriso. Quello che regala a iosa alle sue tre nipotine e che condirebbe di giovialità molte delle sue compiute affermazioni e teorie; ma se non fosse così apparentemente burbero, forse non lo riconoscerei.
Non conosco le risultanze della riunione di oggi, ma ho la sensazione che sia Enrico, sia gli altri dirigenti di buona volontà che hanno stima in lui, non si fermeranno qui e porteranno avanti un nuovo e più concreto progetto per l’Ischia Calcio. Ma per avvicinare forze nuove all’Ischia, signori miei, certi mercanti dal tempio vanno cacciati. Ci riuscirete?
E poi, Ischia sarà finalmente pronta a guardare avanti e, perché no, anche indietro, pensando a realtà come Castel di Sangro, Sassuolo e tanti altri posti dimenticati dagli uomini che, a differenza della nostra ricca isola, almeno una volta hanno raggiunto persino la serie cadetta?
Chi vivrà, vedrà!
A tutti gli amici che si stanno interessando all’argomento “Un teatro a Ischia, ci spetta!” ho il piacere di comunicare che sabato mattina ho incontrato a Napoli il mio amico consigliere regionale Fulvio Martusciello (uno che la politica la fa sul serio). Gli ho esposto le motivazioni del movimento d’opinione venutosi a creare ad Ischia e, come succede ogni volta che lo coinvolgo su argomenti che mi stanno a cuore, Fulvio mi ha chiesto una relazione ricca di dati utili per poter redigere un vero e proprio emendamento alla finanziaria regionale che dovrebbe essere approvata entro Natale.
Fulvio ha ipotizzato di richiedere un cospicuo stanziamento economico, pensando a una duplice soluzione a vantaggio del Comune di Ischia o comunque della prima municipalità isolana in grado di offrire una seria e concreta progettualità per la realizzazione di un Piccolo Teatro Stabile sull’isola d’Ischia: la prima, con un contributo più modesto per la sola ristrutturazione di un immobile preesistente; la seconda, più cospicua, per la costruzione ex novo, con tanto di richiesta di deroga ai vincoli paesaggistici vigenti.
Lo staff di Fulvio Martusciello (che ringrazio per il tour de force che sta compiendo, considerato che il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti è martedì 16/12), sta valutando la giusta formulazione della proposta; così come è al suo studio una soluzione per la ricostruzione delle posizioni economiche del personale ausiliario, tecnico e amministrativo (ATA) e degli insegnanti tecnico-pratici (ITP), una delegazione dei quali mi ha sollecitato poche settimane fa per tale annoso problema.
Io incrocio le dita come tutti Voi, ma sono ottimista perché di quelli come Fulvio c’è da fidarsi: staremo a vedere se poi il resto del Consiglio Regionale si rivelerà all’altezza della nostra fiducia, nel sostenere la sua proposta a favore del “nostro” teatro.
Nella home del mio sito, ieri sera, seppure con tutte le perplessità richieste dal caso, ho espresso soddisfazione per l’annuncio dei Sindaci delle isole di Ischia, Procida e Capri di voler rilevare direttamente la Caremar in caso di privatizzazione. Ti invito a votare il sondaggio per capire come la pensi. Il quotidiano “Il Golfo” ne pubblicherà i risultati.
Dopo la presentazione di un emendamento alla finanziaria regionale da parte dell’amico Fulvio Martusciello, ho messo a disposizione questo spazio sul mio blog per consentire a ciascuno di Voi di scrivere un messaggio al Presidente del Consiglio Regionale, Sandra Lonardo, per esortarla a nome di tutta la cittadinanza dell’isola d’Ischia affinché l’intero consesso sostenga la proposta firmata Martusciello, avvicinando tutti noi al sogno del “nostro” teatro.
Sarà mia cura stampare e consegnare tutte le proposte scritte in tempo utile per l’inizio del Consiglio e farle pervenire a chi di dovere, affinché la nostra voce giunga forte sul tavolo di chi può e deve decidere nella direzione giusta.
Caro Fulvio, sono io a scriverTi il primo GRAZIE dopo la splendida notizia che mi hai dato oggi alle 17.03: “Passato in commissione!“, questo il testo del Tuo sms, lapidario quanto efficace, gradito più di qualsiasi altro regalo d’onomastico. Oggi il Tuo impegno, puntuale più di un effetto contrattuale, ha consentito la posa di un’autorevole e solida prima pietra per la realizzazione del sogno ischitano di un teatro che consenta a tanti appassionati di variegata competenza di poter esprimere le proprie attitudini, dilettantistiche sì ma non per questo meno sentite.
Non so se Ischia meritava un risultato così importante e soprattutto immediato. Una riflessione, questa, che scaturisce dallo scarso entusiasmo di molti verso questo lavoro che, tartassato continuamente da me, Tu sei stato in grado di svolgere fino in fondo in seno al Consiglio Regionale.
Sai, c’è stato anche un signore che si chiama Michelangelo Messina (non oso tediarTi con la sua fortunatamente breve, insipiente e trasformistica esperienza politico-amministrativa personale), il quale ha avuto il coraggio di dire dinanzi a miei amici testimoni che la nostra iniziativa era solo “sciacallaggio politico“, che “a me la minoranza non interessa, mi interessa la maggioranza“, che “quell’emendamento non passerà mai… la Regione ha anche tagliato la legge 24/84… figuriamoci se approverà uno stanziamento del genere… la risposta ve la darò il 3 gennaio” e varie altre fandonie che, con il risultato di oggi, gli ritornano a mò di boomerang. Non prendertela, c’è chi nella vita non può andare oltre il ruolo di spettatore e chi, come me e Te, amministratori perché eletti dalla gente e non per grazia ricevuta o per “scorrimento di lista”, hanno il dovere -e io aggiungo LE CAPACITA’- di dare risposte concrete a chi, giustamente, se le aspetta. E’ per questo che la gente ci riconosce un ruolo, quello che io amo chiamare (sociologicamente parlando) uno status assunto che nessun detrattore di turno potrà mai sottrarci.
Chissà se oggi molti di quegli appassionati di teatro che hanno preferito tacere in attesa di poter sparare a zero contro un eventuale nostro fallimento, oppure gioire in silenzio di questo successo in cui, conoscendoTi, ho sempre creduto, avranno il coraggio di uscire allo scoperto e dare a Cesare quel che è di Cesare.
Personalmente non mi aspetto nulla di buono, ma ancora una volta sono felice di aver fatto il mio dovere e, soprattutto, di essermi affidato alla persona giusta. E se anche le cose non fossero andate per il verso giusto, sarei stato certo che nessuno in quell’impareggiabile marasma avrebbe potuto fare di più.
Buon fine anno, Fulviè! E che il 2009 ci riservi quel gran dono di Dio che è la salute, la pazienza per sopportare i tanti Messina che continueremo a incrociare e, perché no, quelle piccole soddisfazioni che in fondo in fondo ci meritiamo!
La splendida grafica della home header di Google adottata a partire dalla mezzanotte di oggi sembra portarci in un nuovo anno costellato dalla gioia e dalla serenità.
A giudicare dalle referenze di tanti amici, il 2008 ha molte cose da farsi perdonare da altrettanti di noi: sono d’accordo!
Per quanto mi riguarda, è un anno da dimenticare innanzitutto per la morte di Luca Brandi, una tragedia che ha colpito tutta la nostra Comunità. Subito dopo, l’emergenza rifiuti e la recessione che tuttora attanaglia il nostro Paese stentano a farsi dimenticare. In chiusura, difficilmente dimenticherò la mia prima vigilia di Natale trascorsa lontano dalla famiglia in 42 anni di vita, a causa dell’intervento subito da mio padre in quel di Pisa.
Lasciamo alle spalle questo pessimo anno vecchio, dunque, e speriamo che il Buon Dio voglia premiare tutti noi con tanta salute; con quella in abbondanza, ognuno sarà in grado di scendere in campo e lottare giorno per giorno alla conquista di ciò che merita.
Quest’oggi è stato confermato il provvedimento restrittivo in carcere per l’imprenditore Alfredo Romeo, protagonista dell’inchiesta giudiziaria denominata “Mangianapoli” che vede coinvolti diversi assessori del Comune di Napoli e due parlamentari nazionali.
Pur sforzandomi, non riesco a comprendere quale sia il metro secondo cui, in una situazione che non dimostra ancora chiaramente chi sia il corruttore e chi il corrotto, vengano comunque utilizzati due pesi e due misure in termini di provvedimenti cautelari.
Le intercettazioni telefoniche rese pubbliche dai media dimostrano a chiare lettere quanto certi politici fossero oltremodo riverenti nei confronti di Romeo, confezionando su misura per le sue aziende numerosi appalti pubblici. Intanto, lui è in carcere, mentre gli altri sono ai domiciliari.
Non credi che sarebbe stato più giusto utilizzare lo stesso metro per entrambe le parti in causa? Aiutami a capire come la pensi, partecipando al sondaggio che segue.
Ho seguito per qualche minuto la trasmissione su “Teleischia” sull’ennesimo rischio-serrata da parte degli armatori privati del Golfo di Napoli, in cui era presente il prof. Nicola Lamonica. Questi ha affrontato a viso aperto il presidente dell’ACAP Nicola D’Abundo, trattandolo con educata sfrontatezza e tenendogli testa con grande efficacia, al punto da rendere quasi inutili i suoi tentativi di focalizzare le esigenze fiscali degli armatori privati negate dall’ultima finanziaria nazionale.
Qualcuno mi darà del pazzo, ma vi assicuro che se io fossi Sindaco, non escluderei affatto l’ipotesi di affidare a Nicola Lamonica l’assessorato ai trasporti. Oggi l’interesse comune non può più essere condizionato al colore politico e per questo ritengo che uno come Lamonica (col quale peraltro vanto un ottimo rapporto di stima) potrebbe dare ad una Giunta comunale un contributo più che valido in materia, indipendentemente dalle sue convinzioni politiche: in pratica, un ottimo tecnico al servizio del Paese.
Ho appena inviato al Direttore del quotidiano “Il Golfo”, Domenico Di Meglio, questa piccola nota che vi ripropongo volentieri e che ho anche inserito su www.ischiablog.it
ISCHIA JAZZ, PAGNOTTA E I MUSICISTI “RIFILATI”
Caro Direttore,
dopo aver letto le interviste rilasciate a “IschiaCity” dall’assessore provinciale Giovanna Martano e dal direttore artistico di Umbria Jazz Carlo Pagnotta, è d’obbligo una piccola considerazione che, peraltro, ho già espresso anche su ischiablog.it.
Il 20 gennaio prossimo il mio giovane amico sassofonista Francesco Cafiso, autentico fenomeno jazzistico mondiale “made in Italy” da cinque anni a questa parte (ancorché appena ventenne) si esibirà al fianco di Wynton Marsalis (suo talent scout e senz’altro il più grande trumpeter vivente) nella cerimonia d’insediamento del neo-Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.
La “stella-Cafiso”, grazie a Carlo Pagnotta e a Umbria Jazz, ha brillato anche a IschiaJazzFestival nelle edizioni 2004-2005-2006, quando ancora minorenne si esibì due volte in quartetto e la terza volta, a soli 17 anni, deliziò l’Arena Mirtina con l’indimenticabile tributo a Charlie Parker, accompagnato dall’Orchestra dei Solisti di Perugia.
Questo è uno degli artisti che il team di Umbria Jazz avrebbe “rifilato” al festival di casa nostra e che avrebbe reso IschiaJazzFestival, secondo il consigliere di maggioranza Vincenzo Zabatta, un momento di musica “elitario” e “a consumo”.
Oggi, invece, ci toccano in perfetto stile nazional-popolare i “resti” di un Archie Shepp provato dagli anni, gli Incognito annunciati, cancellati con promessa di imminente ritorno fuori festival e mai più visti, l’Orchestra Napoletana del Jazz e qualche altra seconda scelta d’imposizione filo-campana.
Oh, pardon! Dimenticavo la band ischitana itinerante guidata da Marco Zurzolo…
Teodoro Auricchio (un’autorità nazionale nel campo del restauro) si considera ormai ischitano a tutti gli effetti. A Ischia ha aperto già da qualche anno il suo punto vendita “Bauhaus” nel cosiddetto “Vico ‘e Lucione” al Ponte (un appuntamento irrinunciabile per gli amanti dell’antichità). Al Castello Aragonese, invece, ha impiantato la sede del suo Istituto Europeo del Restauro, dove svolge importanti corsi post-universitari per formazione, ricerca e specializzazione professionale di settore, con tanto di borse di studio. L’attività di Teodoro, oltre al restauro del Cristo ligneo della Cattedrale di Ischia, vanta importantissime collaborazioni che hanno guadagnato gli onori della cronaca sui più importanti quotidiani e reti televisive nazionali, regalando non solo al suo istituto, ma principalmente all’Isola d’Ischia, una ribalta culturale di tutto rispetto.
Teo è molto sfiduciato dal grande disinteresse istituzionale da parte dei sei Comuni della nostra Isola. Sembra che della cultura, quella vera, nessuno se ne freghi nulla. E purtroppo per un’attività così delicata da svolgere, è chiaro che senza soldi non si cantano messe.
Ho molta stima in Teo e nei giovani come l’ischitana Annalisa Pilato che lo affiancano in questa importante avventura. Ecco perché, come ho già fatto con successo in altre circostanze, sottoporrò quanto prima il suo progetto all’amico Fulvio Martusciello, augurandomi che così come per il teatro ad Ischia riesca attraverso la Regione a salvaguardare la preziosa attività di Teo e del suo team per un fenomeno culturale “made in Ischia” che non possiamo assolutamente permetterci di perdere.
Ecco l’e-mail che ho appena inviato al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dopo il suo appello di ieri a Reggio Calabria, in cui ha incoraggiato i giovani a non limitarsi a criticare i politici e gli amministratori che ritengono incapaci, ma prepararsi a sostituirli, perché “nella politica e nell’amministrazione – ha detto – un rinnovamento generazionale è essenziale e non si decide per decreto, ma solo attraverso un vostro sforzo, un impegno, che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema che è ancora molto chiuso“.
Signor Presidente,
volevo complimentarmi con Lei per il Suo intervento sui giovani in politica, tenuto ieri a Reggio Calabria. Ne ho letto i punti salienti ieri sera su Televideo. Non posso che rallegrarmi di questa Sua considerazione e ancorché la Sua storia politica non coincida con la mia appartenenza, sono orgoglioso di averLa come Capo dello Stato.
Mi permetto però rappresentarLe il mio totale disorientamento, in quanto non vedo all’atto pratico (al di là di sparute presenze che nulla hanno a che fare con la politica, indipendentemente se poi si siano o meno rivelate costruttive) una concreta applicazione di questa Sua linea di principio da parte dei due raggruppamenti politici in campo a livello nazionale. Si continua a mandare avanti una classe dirigente obsoleta, marginalizzando non solo i giovani, ma quella sana meritocrazia che dovrebbe essere la vera speranza di chi, come me, aspetta dopo quindici anni di ininterrotta militanza di poter dire la sua anche oltre un contesto locale dove non ha certo bisogno del “partito” per raggiungere gli scranni del consiglio comunale.
Si sbandierano onestà, fedeltà e valori ai quattro venti, da un lato come dall’altro, per poi premiare persone che nulla hanno a che vedere con tutto ciò. E la odierna presentazione del candidato del PdL alla presidenza della Provincia di Napoli ne è la più classica delle dimostrazioni: una designazione che mi offende prima come uomo e poi come assiduo militante ed amministratore pubblico di tale partito.
Lei crede che quelli come me, a 42 anni suonati, hanno ancora voglia di aspettare Godot? Il Suo messaggio sarà mai ascoltato e rispettato da Berlusconi e Veltroni, o resterà solo e per sempre la saggia enunciazione di uno statista di altissimo livello quale La reputo?
Con rinnovata stima.
DAVIDE CONTE
Detto, fatto! Nel riflettere sul premio tanto inaspettato quanto gradito che il quotidiano “Il Golfo” mi consegnerà domenica 1 febbraio, pensavo che Enzo Mazzella è a mio avviso il politico ischitano indimenticato per eccellenza. Poi mi è venuto in mente anche Vincenzo Telese il quale, pur non essendo assurto alla ribalta politica regionale come Mazzella, fu senz’altro un Sindaco attento e lungimirante. Allora mi son chiesto cosa ne pensano tutti gli Ischitani e, come al solito, ho deciso di affidarmi a un piccolo sondaggio, ovviamente svolto in collaborazione con il quotidiano “Il Golfo”, per sapere quale dei due, nell’immaginario collettivo, è stato il miglior Sindaco d’Ischia di sempre.
Ecco perché Vi invito a partecipare subito, spingendo tutti i Vostri conoscenti internauti a fare lo stesso.
Ben centocinquantamila euro circa per il Natale (di cui il 75% per le luminarie) nel Comune di Ischia, ma per la BIT (quindi per la promozione turistica) ci sono solo 1.500 euro per ciascun Comune, compreso Ischia.
Mi chiedo quale sia il confine tra l’incapacità e l’incoscienza amministrativa di chi compie questo genere di scelte.
Personalmente ho sempre ritenuto che alle borse turistiche dovrebbero partecipare prevalentemente gli addetti ai lavori e se un ente pubblico decide di esserci, deve proporzionare la propria presenza al suo buon nome, ma soprattutto all’entità dei propri bilanci. Della serie, o ci sei come si deve, o è meglio che non ci sei proprio.
Sarei curioso di sapere come la pensate al riguardo.
Da cattolico non sono stato mai d’accordo né con Beppino Englaro, né con le sentenze fino all’ultimo grado di giudizio che autorizzano sino a questo momento la graduale sospensione dell’alimentazione alla povera figlia Eluana, in stato vegetativo da circa diciassette anni. Sarà anche un concetto fritto e rifritto, ma per chi “crede”, è Dio a dare la vita e solo Dio può toglierla.
Su questo blog, e ancor di più sul mio sito, tutti devono darmi atto di aver valutato sempre con grande obiettività i fatti politici, sia locali che nazionali, per giunta esimendomi dal farlo troppo di frequente e su argomenti di dubbia importanza. Quindi, mi sento in diritto di poter affermare (e questo a prescindere dalle mie posizioni politiche personali) che oggi il Governo Berlusconi ha compiuto un atto coraggioso di grande moralità e civiltà, approvando un disegno di legge passato d’urgenza al vaglio del Senato che vieta l’interruzione di alimentazione e idratazione; ciò in particolar modo non tenendo conto di un’indicazione nettamente contraria del Capo dello Stato che in questa occasione, per la prima volta dall’inizio del suo mandato, ha assunto secondo me una posizione alquanto parziale che avrebbe potuto risparmiarsi.
Rispetto alla pur remota possibilità che Eluana un giorno si risvegli dal suo attuale stato (cosa già accaduta in casi analoghi), secondo me passano in secondo piano tanto il concetto di laicità dello Stato, quanto le posizioni politiche e, scusate l’ardire, anche la scienza.
Spero vivamente nella nascita di un dibattito costruttivo su questo blog, in particolare da parte dei più giovani. E se lo ritenete, non spaventateVi di darmi torto.
Già alla fine dell’anno sollecitai l’attenzione del Sindaco d’Ischia rispetto alle “perplessità” mie come di tanti altri concittadini sul progetto di risistemazione in corso in Piazzetta San Girolamo. Nella pubblicazione natalizia di Giosi Ferrandino, tutti abbiamo avuto modo di osservare un rendering (simulazione tecnica) di quale sarà il risultato finale dei lavori e in tutta onestà non ho ancora trovato una sola persona convinta della bontà estetica e funzionale dello stesso.
Eccoci quindi al sondaggio, nella speranza che possa servire all’amministrazione Ferrandino per misurare il gradimento del progetto in questione e, magari (lo spero) correggere la rotta.
Anche per il problema-demolizioni ad Ischia, come per la quasi totalità degli argomenti che riguardano il sociale sulla nostra Isola, si sta assistendo alla solita corsa alla primogenitura. Ancor prima che il risultato utile alla causa venga conseguito, siamo già in tanti (mi includo anch’io nell’elenco) a valutare la divisione delle vesti di Cristo, tentando di accaparrarcene la parte migliore.
Tenuto conto che siamo tutti più o meno abituati a questo genere di querelle tipicamente ischitane, è altrettanto vero che la verità esiste e nessuno potrà confutarla.
Dopo il comunista Domenico Savio, che a modo suo è stato il primo a evidenziare il rischio-demolizioni ad Ischia, manifestando pubblicamente affinché venisse salvaguardato il diritto alla casa per i cosiddetti “abusi di necessità”, è un dato di fatto che fui io solo ad dare credito all’appello accorato dell’amico avv. Bruno Molinaro ad individuare un canale governativo in grado di ascoltarci su tale argomento, nonché di recepire la sua proposta di modifica del condono ter in modo da renderlo efficace anche nelle zone a vincolo. E’ storia nota a tutti (tranne a quelli che intendono negarla ad arte) che fui io a chiedere in consiglio comunale ad Ischia un mandato a rappresentare l’intero civico consesso nell’incontro da me ottenuto con il Sottosegretario Mantovani e l’avv. Arredi al Ministero delle Infrastrutture e che il Consiglio mi concesse all’unanimità.
Quelli che sono subentrati in seconda battuta svegliandosi dal torpore che li contraddistingue solo grazie alla voglia matta di rubarmi la scena (un sindaco sobillato dal suo vicario scalpitante nel vedere a rischio la sua leadership nei contatti col centrodestra che conta; un avvocato che ha sfruttato le informazioni da me rivelategli in buona fede per entrare in gioco e coinvolgere un parlamentare-miracolato che neppure sapeva da dove cominciare ad affrontare il problema; e dulcis in fundo, il solito pseudo-giornalista-ereditiere, che avrebbe fatto di tutto pur di raccontare alla gente una versione dei fatti che mettesse me in secondo piano rispetto ai suoi abituali finanziatori), resteranno eterni secondi, vagoni vuoti trainati da locomotive di cui saranno eternamente destinati ad invidiarne il potente motore.
Al convegno di sabato in sala consiliare ad Ischia, presenti tutti i Sindaci e i rappresentanti dell’Assoforense, qualcuno era preoccupato della mia presenza, forse perché un mio intervento avrebbe potuto regalarmi un’altra vetrina che li avrebbe infastiditi non poco. Da persona educata quale sono, ho accolto l’invito del Presidente Gianpaolo Buono a riservare gli interventi ai soli avvocati in sala. Ma purtroppo per qualcuno, è stato proprio Bruno Molinaro a riconoscere pubblicamente nel suo compiuto intervento che “bisogna ringraziare Davide Conte che per primo si è mosso concretamente su questa vicenda, individuando con grande abilità quale nostro interlocutore il Sottosegretario Mario Mantovani in virtù della sua specifica delega al condono edilizio e creando un contatto che oggi ha finalmente destato l’attenzione del Governo nazionale nei confronti di questo problema, al punto da renderne probabile la soluzione in un imminente Consiglio dei Ministri“.
Quando questa storia sarà finita, magari con un brillante risultato che agli occhi di tutti avrà genitori certi (un consigliere di minoranza di Ischia, un Avvocato studioso e competente e perché no, un comunista convinto) e non presunti (tutti gli altri), forse qualcuno capirà che le energie positive vanno valorizzate utilizzandole e non cercando di offuscarne invano la visibilità.
Credetemi, mi convinco sempre più che è proprio questo approccio sbagliato dello “stare insieme” che deve cambiare, non certo la qualità dell’impegno costante di quei pochi fessi come me che ci credono sul serio e che, se ciò non accadrà, presto faranno a meno della politica. Riusciremo a capirlo, prima o poi?
Una premessa è d’obbligo: non ho nulla contro i gay, ho degli amici che più o meno notoriamente lo sono. Ma mi schiero contro la loro “politica” di contestare le discriminazioni di cui sono spesso ingiustamente oggetto, attraverso un protagonismo che sovente sfocia nell’ostentazione, come ai Gay Pride, e nell’intolleranza, come nel caso delle minacce dell’Arcigay che da una parte ricorda di fondarsi sul rispetto della libertà d’espressione ma dall’altra minaccia Bonolis e Sanremo di bloccare il Festival con una manifestazione “durissima, rumorosa e organizzata” qualora la canzone di Povia, di cui si era conosciuto appena il titolo, avesse trattato il tema delle “cure riparative” dall’omosessualità.
Bene, l’esibizione di Povia è appena terminata. La canzone “Luca era gay”, splendida come ritmica e sonorità, ha lanciato un messaggio ben lontano dai timori dell’Arcigay, narrando semplicemente una storia vera di un ex gay, ben consapevole di essere tornato all’eterosessualità senza guarigioni, ma soltanto con la forza di un amore naturale che ha preso il sopravvento sulle sue frustrazioni adolescenziali di cui era del tutto incolpevole.
Ciononostante, l’ex deputato ed ex presidente Arcigay, Franco Grillini, non pago dello spot-contentino live in difesa dell’omosessualità posto in atto mezz’ora prima da Roberto Benigni ricordando Oscar Wilde, non ha risparmiato di utilizzare la gentile concessione di Bonolis nel prendere la parola e, dopo la lettura di un sms di un suo amico gay-vedovo, criticare Povia accusandolo di non conoscere quale sia l’amore-gay.
Meritata, a mio avviso, sia la bordata di fischi ricevuta dall’Ariston, sia la reprimenda del conducator, che pur riconoscendo la signorilità del suo intervento meritevole di rispetto, lo ha invitato al medesimo rispetto verso un cantante che “ha scritto una canzone che narra una storia“.
Questo è il pezzo che ho appena inviato al quotidiano “Il Golfo” e che Vi propongo in anteprima.
La nuova visione della politica che i giorni nostri mi stanno insegnando, in barba a partiti sempre più lontani dal concetto di ideologia, meritocrazia e logica, è quella di considerare un amministratore per quello che riesce a produrre, indipendentemente dalla sua appartenenza.
Ero fiducioso della ventata di novità che Claudio Velardi, all’epoca neo-assessore regionale al turismo della Campania e soprattutto uomo di comunicazione, avrebbe potuto infondere ad un ruolo affidato in precedenza a competenze sempre più discutibili. Velardi mi deluse pochi giorni dopo, dando vita in primo luogo ad un incontro presso l’A.C.S.T. di Ischia che definire massonico è forse un eufemismo, in cui annunciò una campagna di rilancio dall’emergenza rifiuti carente sia quanto ad originalità (mal copiava il messaggio di successo della Dimhotels) che a veridicità del claim proposto (“Monnezza a chi?” mentre Napoli era ancora ricolma di cumuli di sacchetti in ogni dove). In altre parole, capii che per il bene di Ischia non c’era da fidarsi neppure di lui.
A leggere i post che Velardi (che ammiro per la puntualità con cui aggiorna il suo blog) ha inserito dalla Bit di Milano, mi convinco sempre più che il turismo ad Ischia non è affatto tra le sue preoccupazioni principali. La trojka che l’amministrazione Ferrandino mise su al terzo avvicendamento assessorile al ramo in un anno o poco più (Luigi Boccanfuso, Piero D’Ambra, Lello Pilato), che a più riprese ha sbandierato molteplici incontri di indirizzo con Velardi garantendo imminenti quanto importanti sforzi comunicativi a vantaggio della nostra Isola, può prendere atto che dei suoi pur lodevoli sforzi, il “suo” assessore non se n’è fregato minimamente.
Dal suo blog, infatti, Velardi ci parla di esaltazione delle vie del mare, “con 6 percorsi di trasporto su nave, attivi sin da maggio. Il trasporto pubblico diventa funzionale all’allestimento di pacchetti turistici, e viene assicurata la connessione nell’intera baia: Penisola Sorrentina, Campi Flegrei, Castellammare, Ercolano, Pozzuoli saranno collegati tra loro e con Napoli. Vi saranno dei sightseeing lungo la costa, dalla darsena Acton a Miseno, e intorno a punta Campanella. Si potranno così visitare, approdando da mare, gli straordinari Beni culturali di cui disponiamo, dal castello di Baia al rione Terra agli scavi di Ercolano e Pompei, al Vesuvio, Oplonti, e così via“. Esalta la “Primavera in Campania”, presentata insieme alla dinamica Valeria Valente per dar lustro alla città di Napoli, ai suoi monumenti e ai cinque percorsi turistici del Centro Storico “su cui i nostri enti stanno lavorando da mesi“. E Ischia? Manco a parlarne!
Ma la ciliegina sulla torta è lo spot della Campania in onda nel corso del 59° Festival di Sanremo: una vetrina importantissima, un’occasione ghiotta per dimostrare quanto Velardi avesse recepito le necessità manifestategli con tanta veemenza dalla trojka di cui sopra. Come potete vedere (ve l’ho incollato in cima al post traendolo da YouTube), di Ischia non c’è neppure uno scorcio, mentre Capri (due volte), Napoli e Pompei fanno la parte del leone.
E non mi si venga a dire che la spot in onda durante Sanremo esprimeva “concetti”, che tante altre località di mare campane ne sono state escluse o altre “menate” del genere: va ricordato ancora una volta a Velardi (ma come dicevano i nostri nonni “u’meglio surdo è chille ca nun vo séntere“) che Ischia da sola rappresenta oltre un terzo del p.i.l. turistico dell’intera Regione Campania e, di conseguenza, anche il pseudo-blasone caprese quanto a turismo di mare DEVE passare in secondo piano rispetto a quello che la nostra Isola rappresenta in questo comparto.
Ora il sindaco Ferrandino, che ha già avuto modo di appurare (seppur indirettamente) quanto quelli come Velardi e Scalabrini tengano di fatto in considerazione la nostra terra nei loro progetti, preso atto che quanto da me anticipato pochi mesi fa in consiglio comunale nel discutere di quell’altra sòla della ISCHIA LEISURE CARD si è avverato puntualmente, farebbe bene a rendersi portavoce unitamente agli altri cinque sindaci ischitani (magari avvisandoli preventivamente, per non incorrere in ben note gaffes di stampo lacchese), di una decisa azione di protesta che sturi le orecchie a questi maledetti sordi.
Nel contempo, qualcuno faccia capire agli operatori seri del nostro turismo che se non saranno loro a metter mano alla tasca per tutelare con un progetto di sistema i loro stessi interessi (che mai come in questo caso coincidono con quelli del Paese), da questa “gestione rossa” di Regione e Provincia ancora una volta Ischia non può aspettarsi nulla di buono.
Le dichiarazioni del Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’intenzione del Governo di aprire nuove case da gioco nelle regioni del centro e sud Italia, mi trovano estremamente favorevole.
Chi mi conosce sa bene che ho sempre sostenuto la riqualificazione del turismo d’Ischia attraverso tre passaggi: un porto turistico che si rispetti, un casinò e un campo da golf. E per la prima volta lo Stato pare sia pronto a superare quegli schemi arcaici che riservano da sempre il privilegio delle case da gioco alle regioni italiane del nord.
In particolare, sono d’accordo con Schifani che i luoghi comuni in fatto di sicurezza non possono più impedire questa svolta, specie in un momento in cui il turismo è sempre più alla ricerca di un’offerta globale e che la fortissima domanda di case da gioco porta tanti Italiani a recarsi in vacanza in stati confinanti (Francia, Svizzera e Slovenia tra tutti): un indotto, questo, che potrebbe tranquillamente restare dalle nostre parti, senza impoverire ulteriormente un comparto già in crisi.
Sono meno d’accordo, invece, con le dichiarazioni del Sottosegretario al Turismo Brambilla: i casinò devono essere allocati in strutture ad hoc, uniche per location e prestigio, per poi consentire un’eventuale formula che preveda interventi in forma ridotta anche nelle strutture alberghiere, anche perché non credo che dalle nostre parti ci siano alberghi cinquestelle talmente grandi da poter ospitare un vero e proprio casinò.
Conosco Piero D’Ambra da un bel pò. Politicamente non ci siamo mai trovati sulla stessa sponda; fu assessore al turismo per appena un anno con la Giunta Telese del 1998, dimessosi per non meglio precisate incomprensioni con i suoi: decisamente poco, a mio avviso, per apprezzarlo da amministratore.
Oggi Piero D’Ambra, che in consiglio comunale ci aveva ampiamente rassicurato sulla qualità degli incontri che avrebbe svolto di lì a poco insieme a Lello Pilato con l’assessore regionale al turismo Claudio Velardi, pur non riconoscendo pubblicamente quanto gli avevo preannunciato nel civico consesso, ha ammesso senza mezzi termini dalle colonne del quptidiano IL GOLFO l’assoluto menefreghismo da parte della Giunta Regionale a lui politicamente vicina (e di Velardi in particolare) rispetto alle necessità di iniziative serie a favore del comparto turistico di casa nostra, significando peraltro con numeri ben precisi quanto rischia di perdere l’erario regionale da Ischia in un momento di recessione come quello che stiamo vivendo.
Apprezzando, quindi, questo sforzo di coerenza del collega D’Ambra, sperando in azioni ben più consistenti da parte del Sindaco e, magari, da tutto il Consiglio Comunale contro una Regione sempre più anti-Ischia in fatto di turismo, auspico altresì che egli possa realmente concretizzare l’annunciata collaborazione con Gioacchino Costa, marketing manager ischitano di grandissimo successo, che sicuramente potrebbe conferire una strategia d’indirizzo innovativa ed efficace a favore del made in Ischia.
Sono tra i primi firmatari, sin da quando ero assessore al Comune di Ischia, dell’Associazione per il Comune Unico (ACUII), a suo tempo presieduta dal prof. Antonio Barile, che raccolse il consenso unanime e l’adesione di tutti coloro i quali, indipendentemente dalle proprie posizioni politiche, si identificavano nell’indifferibile necessità di raggiungere tale storico obiettivo.
A distanza di qualche anno dalla nascita dell’ACUII, ho l’impressione che (nettamente più di prima) essa si sia appiattita sulle posizioni di un nuovo direttivo poco incline a utili aperture verso l’esterno, nonché a mio avviso eccessivamente schierato solo da una parte politica. E ancorché quest’ultima coincida con la stessa che da anni governa la Regione e che sino ad ora non ha mai tenuto in debita considerazione la necessità del referendum per il Comune unico, nessun risultato tangibile o inversione di rotta sono stati raggiunti sino a questo momento, con la gravante di una strana recalcitranza verso nuovi contributi che potrebbero fungere da sprone alle attività in vista di una causa così importante.
Proprio pochi giorni fa, dopo l’annunciata visita delle “Donne per il Comune unico” al presidente della Regione Campania Bassolino, guidata dall’assessore provinciale Giovanna Martano allo scopo di consegnargli migliaia di cartoline sottoscritte da cittadini a favore del referendum, un comunicato dell’ACUII sul quotidiano “Il Golfo” ne comunicava l’annullamento e il rinvio a data da destinarsi. Perché?
Non è casuale, a mio avviso, la nascita di un nuovo gruppo per il Comune unico su Facebook; è vero che a Ischia, come amo ripetere, lo “stare insieme” è sempre stato uno degli sports più difficili da praticare, ma con tutta probabilità qualcuno deve aver avuto dall’ACUII la mia stessa sensazione: in altre parole, quella di un’enclave delle cui decisioni ed iniziative si tende a rendere partecipi sempre e solo gli stessi. Al tempo stesso, trovo tutt’altro che costruttiva quella latente ostilità che il nuovo gruppo su Facebook (subito duplicato dall’ACUII, secondo copione) malcela nelle proprie esternazioni.
Continuando di questo passo, da una parte come dall’altra, temo che l’obiettivo-Comune unico si allontani ancor più di quanto non lo sia già.
Sono ancora convintissimo dell’importanza dell’ACUII per questa causa, ma penso che con i fatti bisognerebbe provare a stare seriamente tutti insieme, dentro e fuori la rete, ma soprattutto oltre la politica: vogliamo parlarne?
L’altra sera sono stato ospite della trasmissione “L’Isola di Rubik“, registrata in vista della messa in onda sulla web-tv Ischiacitynetwork. Il tema della serata era: “Stiamo svendendo Ischia?” e ne hanno discusso alcuni tra i protagonisti del comparto turistico, pubblici e privati.
Senza entrare nel merito dei contenuti, ancora una volta è emerso nella maniera più cruda possibile che la difficoltà per eccellenza imperante nella nostra Isola è l’innata incapacità di noi Ischitani a “STARE INSIEME”, a qualsiasi livello: sarò forse noioso (chi mi conosce sente dirmelo spesso), ma ne sono fermamente convinto.
Sembra quasi un automatismo, ma quando i problemi richiedono un’indispensabile concentrazione di sforzi per giungere ad una soluzione, dalle nostre parti le strade divergono magicamente; una sorta di dicotomia naturale da cui non si riesce a prendere le distanze.
A tutto ciò si aggiunge, a mio avviso, una grande improvvisazione, dilagante in tutti i ruoli-chiave: e se il pesce comincia solitamente a puzzare dalla testa, intravedere un futuro roseo dalle nostre parti appare sempre più una chimera.
Ho indirizzato una nota al vice-sindaco Boccanfuso e ai consiglieri Lello Pilato e Piero D’Ambra: in pratica, la trojka che governa il turismo nel nostro Comune. Visto che nel corso della trasmissione proprio Lello Pilato aveva dichiarato la disponibilità della sua amministrazione a “fare sistema“, ho chiesto loro di rispolverare il mio progetto per il sistema di qualità d’area del turismo, affidato al Prof. Giovanni Viganò e al suo team della Bocconi di Milano, le cui spese sono già stanziate sin dal 2006.
Sarebbe un segnale di grande obiettività e maturità politica, cui plaudirei pubblicamente e che lascerebbe ben sperare per un cambio di rotta tra il palazzo e il Paese su un problema importante come la crisi turistica.
Aspetto fiducioso! Faccio male?
Ieri mattina il grande cuore di Domenico Di Meglio, fondatore e direttore del quotidiano “Il Golfo”, ha cessato di battere. Di seguito, riporto il mio breve ricordo che il figlio Gaetano mi ha chiesto per l’edizione di oggi, interamente dedicata a Lui.
Che Padre Filippo Strofaldi (così ama farsi chiamare, altro che Eccellenza) sia un Vescovo speciale, questo lo so da tempo. Ma il fatto che abbia deciso di esporsi in prima persona contro gli abbattimenti ad Ischia mi ha lasciato letteralmente senza parole. Ovviamente, in senso positivo.
La notizia del suo accorato appello alla Procura della Repubblica di Napoli affinché “si sospendano le opere di abbattimento in programma ad Ischia per le prime abitazioni, in vista del piano casa in corso di adozione dal Governo” deve aver fatto passaparola tra le principali agenzie di stampa nazionali, questo pomeriggio, per poi approdare addirittura sul CORRIERE DELLA SERA on line in pagina nazionale.
Le critiche naturalmente non mancano: qualcuno ha addirittura additato come una vergogna il fatto che un alto prelato si schieri dalla parte degli abusivi. Ma il messaggio di Padre Filippo è stato dei più chiari: non solo egli ha parlato di prima abitazione, ma ha anche specificato -rievocando il pensiero di Giovanni XXIII sulla forbice tra ricchi e poveri- quanto certi diritti fondamentali “spesso vengono negati o procrastinati dal Governo o dai responsabili in genere della res publica a favore invece di altre realtà e privilegi di pochi.”
Più che di una mera intromissione, ritengo che anche stavolta il nostro Vescovo si sia comportato in linea con il senso della sua missione pastorale, che lo rende sempre presente tra la gente comune e i problemi reali e che lo ha portato a conquistarne stima e affetto sinceri e incondizionati. Speriamo solo che qualcuno lo ascolti.
Ancora una volta da cittadino, prima ancora che da consigliere comunale, sono costretto ad assistere al totale disinteresse dell’assessore regionale al turismo Claudio Velardi nei confronti della nostra Isola. Dopo la BIT di Milano, anche alla BMT di Napoli è apparso con chiarezza che questo signore crede forse che Ischia non appartenga alle sue competenze, escludendola di fatto da qualsiasi genere di iniziativa significativa e avvantaggiando altre realtà campane, talvolta sempre le stesse.
Già dopo la BIT avevo sollecitato una reazione da parte del sindaco Ferrandino e della sua triade addetta al turismo, ma al di là delle mere enunciazioni di qualcuno, non è mai arrivata alcuna risposta concreta. A questo punto, siamo tutti autorizzati a pensare che il perdurare di tale inerzia verso cotanto menefreghismo rappresenti a tutti gli effetti la peggior forma di complicità che Ferrandino e compagni sono forse tenuti ad adottare, appartenendo alla stessa parrocchia politica di quello che si sta dimostrando giorno dopo giorno il peggiore degli assessori regionali al turismo che poteva capitarci.
Non credo che il paragone sia poi così irriverente: sentendola cantare per la prima volta, ieri sera per puro caso a “Ti lascio una canzone” su Raiuno, mi sono emozionato -probabilmente il termine giusto è commosso- proprio pensando alle inimitabili vibrazioni che la voce della grande Whitney Houston riusciva a trasmettere e che finalmente, dopo tanto tempo, qualcuno riusciva in qualche modo a riproporre.
La storia di Charice, che già di per sé è estremamente singolare quanto toccante, si fonde a una voce che senz’altro ha bisogno di ulteriore maturazione e che, com’è ovvio, manca di quell’impronta black che non le appartiene; ma come ha giustamente affermato Claudio Cecchetto al termine della sua esibizione, con tanto di lucciconi agli occhi, “Tu non hai avuto un dono di Dio, tu SEI un dono di Dio!”
E come Cecchetto, lo hanno capito sia i talent scouts e i produttori di tutto il mondo, sia i tanti milioni di persone che Charice sta incantando grazie al vorticoso tour tv e live che ha già intrapreso da tempo e che riscuote standing ovations talmente spontanee da apparire come una sorta di procedura scontata.
Se non avete avuto modo di seguirla ieri sera in tv, eccoVi il video che ho reperito per Voi su YouTube! E chissà che quel marpione del mio amico Carlo Pagnotta non stia pensando a qualche progetto interessante per le prossime edizioni di Umbria Jazz. Se a Orvieto, lo scorso anno, partecipò Giusy Ferreri…
Questa bionda nella foto con me si chiama Ornella Della Libera: poliziotta per vivere, scrittrice per sognare. Sì, perché scrivere non è solo un modo per regalare emozioni a chi ti legge, ma in qualche modo anche a te stesso. E Ornella, estraneandosi da una realtà tutt’altro che facile, sogna e scrive di tutto: libri, poesie, canzoni. E lo fa bene!
In attesa che qualche produttore finora troppo distratto trovi il modo di valorizzarne il talento, Blondie (pseudo utilizzato per il suo primo libro quasi autobiografico “Tredici casi per un’agente speciale -notare l’apostrofo-) ha presentato il suo secondo lavoro edito da Rizzoli. “Florian del cassonetto” è la storia di un neonato abbandonato tra i rifiuti, che viene adottato da una famiglia rom. Ornella ne condisce il cammino con la presenza di persone semplici, stranamente spensierate, pronte con piccoli grandi gesti a dimostrarsi altruiste, traendo loro stesse benefici da un insolito modo di DARE. Una lettura adattissima dalla quarta elementare alla terza media, ma che risulta molto piacevole anche per adulti.
E come per il suo primo libro, Ornella -che non naviga certo nell’oro, ma il suo cuore, quello sì che vale più dell’oro- ha deciso ancora una volta di privarsi della sua parte di proventi delle vendite devolvendola, manco a dirlo, alla Fondazione Affido Onlus (www.affidofamiliare.it – Tel. 800.034.467), prima nel Mezzogiorno a dedicarsi esclusivamente all’affidamento familiare.
L’affido è un istituto diverso dall’adozione: molti non sanno che per bambini i cui genitori attraversano un momento particolare (perdita del lavoro, stress psico-fisico, etc.) è possibile trovare una famiglia disponibile ad accoglierli solo temporaneamente e in varie formule, senza per questo staccarli dalla loro appartenenza d’origine; un modo nobile e meno impegnativo per fare del bene a bambini meno fortunati.
Com’è noto, la vera e propria adozione richiede una miriade di requisiti e risorse essenziali, ma soprattutto (a mio avviso) una forte dose di coraggio. E come Ornella, sono convinto che se ci fosse maggior conoscenza delle formule di affido, sarebbero in tanti ad iscriversi nelle liste dei servizi sociali, offrendo la loro disponibilità a rendere meno difficile la vita di tanti ragazzi, spesso destinati a trascorrere nelle case-famiglia gran parte della loro adolescenza.
Bastano dieci euro e cinquanta per recarvi alla libreria più vicina e regalarvi centosessanta pagine di fantasia d’autore: una parte di quei soldini, statene certi, andrà in buone mani.
Un’altra brillante opera è stata portata a termine dall’Istituto Europeo del Restauro, ideato da Teodoro Auricchio e diretto dall’ischitana Annalisa Pilato. Proprio nel giorno di venerdì santo, è stato svelato nella Cattedrale dell’Assunta al Castello Aragonese l’antico Cristo appartenente alla Chiesetta del Cretaio di Barano d’Ischia.
Per chi, come me e un’altra cinquantina di appassionati, ha avuto la fortuna di assistere a questa singolare ma toccante cerimonia, è stato fin troppo facile capire quanto delicato sia stato il lavoro che Serena Pilato, sorella di Annalisa e nuova “scoperta” dell’Istituto, ha curato e successivamente spiegato con grande professionalità e dovizia di particolari. L’ausilio di un filmato ben fatto, proiettato prima di svelare l’opera, ha consentito a tutti noi di prendere atto dello stato di totale degrado in cui versava prima che la squadra dell’IDR intervenisse.
Nel pomeriggio di venerdì, il Cristo è stato portato in processione da Fiaiano al Cretaio dai fedeli della zona, dove è stato riposto nella sua collocazione originaria. La speranza, d’ora innanzi, è che vi sia una maggiore fruibilità anche di quella splendida chiesetta, sia per noi Isolani, sia per i tanti turisti che in quella zona amano effettuare lunghe passeggiate.
L’Istituto Europeo del Restauro è ormai una realtà di caratura nazionale che tutti ci invidiano e, da quello che mi è stato raccontato, cominciano anche ad imitare. Ma nonostante ciò, il disinteresse per la cultura da parte delle istituzioni locali è ancora dilagante. Quando Ischia imparerà a crescere anche sotto questi aspetti meno ludici?
Il quotidiano IL GOLFO ha pubblicato ieri un’indiscrezione che vorrebbe l’ex sindaco d’Ischia Luigi Telese in procinto di candidarsi alla Provincia in una lista d’appoggio allo schieramento di centrodestra con Luigi Cesaro candidato presidente.
Tutti conosciamo bene le origini democristiano-moderate di Telese, evolutesi nel tempo in una parabola giunta nei DS ai giorni nostri, passando per il CDU di Casini e Mastella. E sappiamo anche che dopo essere stato Sindaco d’Ischia dal ’98 al ’01 e consigliere di minoranza dal ’02 al ’06, è stato silurato da vice-sindaco ed assessore in seno alla Giunta Ferrandino in poco più di un anno dalla competizione che lo vide primo eletto nella lista ischitana dei DS.
La riflessione sorge spontanea: se quanto anticipato dal Golfo accadesse sul serio, sarebbe più giusto parlare di ritorno alla casa madre, di giustificata vendetta politica o di salto della quaglia?
In tutti e tre i casi, penso che Telese apporterebbe un danno a Domenico De Siano (candidato alla provincia per il PdL, che priverebbe così di un suo consistente appoggio) e al tempo stesso un vantaggio al suo ormai supernemico Giosi Ferrandino (candidato alla provincia per il PD), trovando qualche difficoltà a spiegare al suo elettorato storicamente tendente al centrosinistra la necessità, per questa volta, di votare atipicamente il centrodestra.
Stamattina nella sala consiliare del Comune di Lacco Ameno si sono svolte le elezioni per il rinnovo degli organi direttivi dell’ACUII (Associazione per il Comune Unico dell’Isola d’Ischia).
Dall’inatteso confronto elettorale tra il presidente uscente Nello Mazzella e l’ex Sindaco d’Ischia Giuseppe Brandi, il primo ha spuntato la riconferma al vertice associativo con dieci voti di vantaggio sullo sfidante.
Il consiglio direttivo è risultato rinnovato per metà, con la presenza di Silvano Amalfitano, Giovan Giuseppe Sorrentino, Tuta Irace e Giuseppe Silvitelli, che affiancheranno Patrizia Rossetti, Gianni Vuoso, Lesley Morton e Marilena Di Leva. Revisori dei conti saranno invece Geppino D’Orta, Assunta Pannone e Anna Verde. Nel caso in cui Tuta Irace e Giuseppe Silvitelli decidessero di dimettersi dalla carica in quanto amministratori pubblici in carica, subentrerebbero Luciano Venia e Enricomaria Muratori.
Chi ha letto i miei post in passato su questo argomento sa bene che ho sempre evidenziato la necessità dell’ACUII di dare un segnale di concreta apertura verso nuove forze e contributi di idee, alleggerendo così un’immagine a mio avviso troppo sbilanciata a sinistra.
Per certi versi, oggi si può dire che il risultato è stato centrato. Saranno i fatti a dimostrare la reale volontà super partes di questo gruppo nel perseguire un così importante obiettivo.
Intanto, buon lavoro a tutti i nuovi eletti! Anche dall’esterno, il mio contributo a questo sodalizio di cui sono socio fondatore di certo non mancherà.
Poco meno di sessanta giorni di sospensione, ormai, per gli abbattimenti nelle zone come Ischia e Procida in cui il condono-ter (quello approvato dal Governo Berlusconi nel 2003) potrebbe presto rivelarsi un’autentica beffa (per non dire TRUFFA) verso migliaia di cittadini che ne hanno pagato regolarmente gli oneri, ma che soprattutto non hanno mai avuto modo di poter costruire serenamente e in regola la propria abitazione, in assenza di adeguati strumenti urbanistici.
Ora è giunto il momento che il Governo nazionale faccia la propria parte. E’ proprio quello che ho scritto oggi via fax al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, di cui Vi ripropongo di seguito il testo integrale. Questo blog, intanto, è a disposizione (come fu per la causa del Teatro per Ischia) di tutti coloro i quali volessero indirizzare al Presidente del Consiglio un messaggio di simile tenore: mi occuperò personalmente dell’inoltro!
Signor Presidente,
faccio seguito al mio fax del 17/4 u.s. per comunicarLe che solo grazie ad un’ordinanza sospensiva da parte della Corte di Appello di Napoli, tre giorni fa è stata temporaneamente evitata la tragedia di lasciare senza tetto un cittadino di Procida (invalido civile al 100% e non autosufficiente) e sua moglie, proprietari di un’abitazione costruita in zona tutt’altro che inedificabile e oggetto di istanza di condono-ter (L. 326/2003): proprio quello approvato dal Suo Governo sei anni fa. La stessa sorte sarebbe toccata nei prossimi giorni ad un’altra giovane coppia con figli, sempre sull’Isola di Procida: anche tale abitazione godeva di istanza di condono-ter.
Il pregevole lavoro svolto da tempo dall’avvocato ischitano Bruno Molinaro ha fatto sì che venisse considerata la questione di legittimità costituzionale del comma 26 lettera A) dell’art. 32 del D.L. n. 269 del 2003 convertito nella Legge n. 326/2003”, sollevata dalla sezione distaccata di Ischia del Tribunale di Napoli con ordinanza del 21 agosto e trattata dalla Corte Costituzionale all’udienza del 24.4.2009. La decisione della Corte, infatti, è stata considerata “pregiudiziale rispetto alle questioni che gli interessati hanno sottoposto al vaglio dei Giudici in sede di esecuzione e che investono la richiesta di revoca dell’ordine di demolizione per il fatto che la presentazione della domanda di “condono” edilizio, accompagnata dal versamento dell’oblazione in misura congrua, una volta decorso il termine di 36 mesi dal pagamento dell’oblazione stessa (ai sensi dell’art. 32, comma 36, del d. l. n. 269/03, convertito nella l. n. 326 cit.), determini, nella fase esecutiva, la revoca o, comunque, la sospensione dell’ordine di demolizione.”
Nei prossimi sessanta giorni (questo il tempo di sospensione fissato in attesa della decisione della C.C.), sarà indispensabile da parte del Suo Governo considerare concretamente la necessità ormai indifferibile di equiparare l’applicazione del condono-ter in tutta Italia almeno per le prime case, facendo sì di evitare gli abbattimenti di migliaia e migliaia di abitazioni in altrettante zone del Paese. Se ciò accadesse già nell’ambito del piano-casa (quale provvedimento più adeguato per tutelare un diritto finora negato dalla frequente assenza di adeguati strumenti urbanistici e da vincoli spesso più che discutibili?), si eviterebbe di rendere quello che tutti chiamano “Condono Berlusconi” un’operazione tanto inefficace quanto dispendiosa e beffarda per tanti nostri Concittadini. Trovo opportuno ricordarLe che solo nella nostra Isola d’Ischia, come ben noto al Suo ottimo Sottosegretario alle Infrastrutture Sen. Mario Mantovani e all’On. Ghedini, gli abbattimenti riguarderebbero ben oltre seicento unità abitative.
Lei che sta facendo del decisionismo il leit motiv del Suo attuale Governo, mi permetta, non può più trascurare questa drammatica situazione che rischia di compromettere la tranquilla esistenza di migliaia e migliaia di famiglie italiane.
Siete stati in tanti a chiedermelo, eccoVi accontentati!
Sbizzarritevi pure a votare e far votare quello che ritenete il candidato made in Ischia meritevole del Vostro consenso. Poi vedremo se le proiezioni di questo sondaggio rispecchieranno o meno il risultato finale.
Che l’orgoglio napoletano venga fuori! E non Vi sembri strano, amici partenopei, che questa levata di scudi parta da un ischitano. Specialmente se dinanzi a fenomeni del genere, chi dovrebbe alzare la voce (leggasi il Vostro sindaco Iervolino, il presidente della Regione Bassolino e il suo assessore al turismo Velardi) preferisce tacere.
Avete visto questo assurdo messaggio pubblicitario? Secondo Alitalia, Napoli non fa parte dell’Italia e, con i suoi nuovi voli, le rende più vicine.
La nostra compagnia di bandiera, anziché sforzarsi con la propria comunicazione istituzionale di riconoscere di aver finalmente provveduto, dopo anni, ad un’adeguata pianificazione ed integrazione dei voli dal nostro capoluogo al resto dell’Italia, si affida così a un messaggio tutt’altro che accorto e rispettoso della Vostra (e consentitemi, nostra) dignità.
Non so fino a che punto sia stato un errore volontario, ma so per certo che quel messaggio dev’essere sospeso, e subito! E se non lo farà l’Alitalia dopo la lettera che ho inviato a Roberto Colaninno, Rocco Sabelli e ai vertici marketing, comunicazione e customer care, provvederò a presentare un circostanziato ricorso all’Antitrust.
I vertici nazionali del PdL hanno approvato la proposta del Coordinamento Regionale del PdL di nominare quattro vice-coordinatori regionali non vicari in Campania. Tra i quattro, c’è anche il consigliere regionale Fulvio Martusciello, noto a tutti Voi per il suo ‘interessamento concreto a tanti problemi dell’Isola d’Ischia. Ricordo in primis l’approvazione di un suo emendamento che ha portato al Comune di Ischia dall’ultima finanziaria regionale ben 300.000 euro per attività teatrali, destinabili all’adeguamento ed alle attrezzature di quello che sarà il futuro teatro comunale di Ischia.
Chi ha interpretato questo provvedimento come un contentino per la mancata candidatura del mio amico Fulvio alle europee ha decisamente lo sguardo corto. Che piaccia o no, il PdL non può fare a meno di uno come lui, non fosse altro perché fa politica sul serio e con una concretezza assolutamente fuori dal comune.
Conoscendolo, Fulvio non reciterà affatto una parte da “mediano” ai vertici del PdL campano. E se questo potrà servire ad avvicinare finalmente e senza troppi fronzoli il nuovo contenitore berluscofiniano al territorio, l’ad maiora, più che una speranza, diventa un obbligo.
Da oggi le isole di Ischia e Procida, già particolarmente vicine sotto l’aspetto geografico, lo saranno anche politicamente. Entrambe hanno contribuito con forza alla vittoria del PdL alla Provincia di Napoli, all’elezione di ben due consiglieri provinciali (di cui finalmente uno in maggioranza), Domenico De Siano e Giosi Ferrandino, e “last but not least” all’imminente ingresso in consiglio regionale dell’ex Sindaco di Procida e consigliere provinciale uscente, nonché attuale vice-sindaco dell’Isola di Graziella, Luigi Muro, in forza dell’elezione al Parlamento Europeo del neo-onorevole Enzo Rivellini.
A tutti e tre i nostri nuovi rappresentanti sovraccomunali, nelle rispettive cariche e senza alcuna distinzione di parte, dico: “In bocca al lupo e fatevi valere!” A tutti i cittadini-elettori isolani, ma soprattutto a noi politici locali di minoranza quanto di maggioranza, consiglio un’unica parola d’ordine: “Li abbiamo eletti? Usiamoli!”
Fino al termine della campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Provinciale, l’impegno diretto del primo cittadino di Ischia per la sua candidatura nel PD poteva in qualche modo giustificare l’assoluto immobilismo della sua amministrazione, notoriamente sindaco-dipendente. Oggi è giunto però il momento che qualcuno disturbi il manovratore.
La scusa della campagna elettorale per Ferrandino e compagni non può reggere: sono ormai scoccati i due anni di mandato e anche i più fedeli sostenitori (anche eletti) di questo gruppo di potere piuttosto eterogeneo si sono resi conto che la navigazione a vista non è più sostenibile.
Non c’è alcuna traccia di programmazione turistica, né ordinaria, né a fronte delle recenti emergenze che in qualche modo hanno infangato la nostra immagine. Vi sono emergenze nel Paese, prima tra tutte quella di Monte Vezzi e, seconda solo cronologicamente, quella dell’Ischia Thermal Center (se n’è accorto anche il Presidente del Consiglio Di Meglio, che ha scritto una nota al sindaco invitandolo ad adottare quanto prima la linea operativa approvata a più riprese dal Consiglio Comunale a favore dei trentanove dipendenti tuttora a spasso) che non ammettono ulteriore lassismo. C’è un criterio di gestione della cosa pubblica che lascia più di una perplessità, sia in Municipio che nelle partecipate, laddove ci ritroviamo con il pur ottimo architetto Silvano Arcamone a gestire contemporaneamente la dirigenza dell’Ufficio Tecnico Comunale e la presidenza di Ischia Risorsa Mare ed Ischia Ambiente: una figura una e trina che per quanto fiduciaria del sindaco e ricolma di buona volontà, non può (e non solo per Legge ma non fosse altro che per semplice mancanza di tempo materiale) garantire nulla di buono.
E’ chiaro a tutti che Giosi Ferrandino non si fidi più di nessuno, ma di certo con questo stato di cose e con la polveriera-UDC ancora da affrontare, è impensabile ipotizzare di risolvere correttamente tutte le necessità amministrative dell’Ente in capo a due sole persone.
La “dichiarazione di indipendenza” del consigliere comunale dell’UDC Carmine Bernardo rivolta al sindaco Ferrandino nell’ultimo civico consesso, suona molto oltre un semplice campanello d’allarme per la maggioranza al Comune di Ischia. Per quanto si vociferi che Bernardo sia rimasto solo in consiglio, in quanto i più informati accreditano Rosanna Ambrosino in quota-Giosi e non più UDC, sappiamo tutti benissimo che quando questi si pone l’obiettivo di distruggere un’Amministrazione ci riesce molto meglio di quanto non faccia nelle sue competenze di consigliere di maggioranza. E’ un pò come una specie di “deformazione professionale”.
Sempre nell’ultimo consiglio, proprio Bernardo ha eccepito l’irregolarità delle comunicazioni relative ad ulteriori debiti fuori bilancio da parte del D.G. Domenico Pirozzi (ma non l’aveva indicato lui al Sindaco?), mettendo finanche in discussione l’utilità dei cinquemila euro al mese corrisposti a quest’ultimo.
Mi chiedo: ma dov’è stato Bernardo in questi due anni di esperienza-Ferrandino? Eppure il suo partito è rappresentato sia in Giunta che in Consiglio. Come mai solo oggi egli si ravvede sulla linea e sulla presunta capacità del suo sindaco e della sua maggioranza (per entrambi c’è forse da aggiungere EX?) di produrre buona amministrazione?
Come per gli innamorati nel settimo anno, Bernardo sta puntualmente attraversando l’ormai rituale crisi politico-amministrativa del secondo, quella che di lì a poco lo portò a ribellarsi anche a Peppe Brandi Sindaco ed alla sua maggioranza, rea di non seguire le sue indicazioni sulla “buona amministrazione” (?).
Probabilmente, se certi equilibri non cambieranno e, come sembra (nonché conoscendolo), Giosi Ferrandino non accontenterà né la componente di Bernardo, né quella dell’altro consigliere “scontento”, il mio amico Giuseppe Di Meglio, entrambi si accorgeranno finalmente che il Paese è totalmente allo sbando: a parte il costosissimo verde pubblico (bello, a dire la verità, ma anche la trascuratissima Pineta degli Atleti dovrebbe farne parte), regna la totale assenza di progettualità, ma soprattutto è ormai acclarata la totale impossibilità (o incapacità) dell’amministrazione Ferrandino di rispettare anche il più lieve degli impegni amministrativi; totale assenza di programmazione turistica (per la gioia dei Campagnanesi è saltata finanche la Passeggiata del Sindaco in occasione della Madonna delle Grazie), casse comunali languenti, debiti in aumento a dismisura, ricorso costante alle anticipazioni di cassa e tempi di pagamento che rasentano i dieci mesi; da maggio i dipendenti dell’Ischia Thermal Center attendono invano di poter tornare al lavoro, pentendosi amaramente di essersi fidati delle inattendibili promesse ricevute in clima pre-elettorale; le partecipate non tengono il passo con il loro potenziale e vivono il clima di totale sfiducia del primo cittadino, costretto dal suo stesso egocentrismo (o dalla manifesta incapacità/inaffidabilità di chi lo circonda?) ad accentrarne le attività in mano a pochi funzionari, primo fra tutti il mio amico Silvano Arcamone che, come ho avuto modo di evidenziare in Consiglio, per quanto capace, non è “uno e trino” e non può (forse anche per Legge) continuare a dirigere l’Ufficio Tecnico Comunale detenendo nel contempo la presidenza di Ischiambiente e Ischia Risorsa Mare. Quest’ultima, a meno di un’azione forte e coerente con gli interessi del Paese da parte di tutto il Consiglio Comunale, sta per essere depauperata del potenziale d’incasso della banchina Terme Comunali destinata ai megayachts, oggetto dell’indizione di una recente gara d’appalto che per la sua stessa configurazione favorirà probabilmente qualche società partenopea già operante sull’Isola (della serie, è il Comune che crea concorrenza in casa di una sua stessa partecipata al 100%). Il centro polifunzionale totalmente fermo e ostaggio dei vandali di turno, è il simbolo dell’incapacità di questo gruppo dirigente. E dulcis in fundo, a meno di un miracolo, l’Ischia Isolaverde Calcio (che il sindaco Ferrandino si era impegnato da candidato a riportare in C2) scomparirà per la seconda volta.
Una cosa è certa: con o senza Bernardo e Di Meglio, Giosi dovrebbe rendersi conto che sono passati più di due anni dal suo insediamento; il Paese non è più nelle condizioni di attendere quella “svolta” molto sbandierata e mai neppure intravista e la sua attuale squadra, al di là delle già dubbie capacità iniziali, è oggi fin troppo smantellata. Questo ennesimo stallo politico-amministrativo, le cui conseguenze ricadranno nel giro di breve tempo a carico dei Cittadini con tutta la loro gravità, sta ulteriormente aumentando quel divario enorme tra le reali esigenze del Paese e il Palazzo. Che sia giunto il momento di fare qualcosa? Al punto in cui siamo, anche le dimissioni sarebbero benvenute!
La “dichiarazione di indipendenza” del consigliere comunale dell’UDC Carmine Bernardo rivolta al sindaco Ferrandino nell’ultimo civico consesso, suona molto oltre un semplice campanello d’allarme per la maggioranza al Comune di Ischia. Per quanto si vociferi che Bernardo sia rimasto solo in consiglio, in quanto i più informati accreditano Rosanna Ambrosino in quota-Giosi e non più UDC, sappiamo tutti benissimo che quando questi si pone l’obiettivo di distruggere un’Amministrazione ci riesce molto meglio di quanto non faccia nelle sue competenze di consigliere di maggioranza. E’ un pò come una specie di “deformazione professionale”.
Sempre nell’ultimo consiglio, proprio Bernardo ha eccepito l’irregolarità delle comunicazioni relative ad ulteriori debiti fuori bilancio da parte del D.G. Domenico Pirozzi (ma non l’aveva indicato lui al Sindaco?), mettendo finanche in discussione l’utilità dei cinquemila euro al mese corrisposti a quest’ultimo.
Mi chiedo: ma dov’è stato Bernardo in questi due anni di esperienza-Ferrandino? Eppure il suo partito è rappresentato sia in Giunta che in Consiglio. Come mai solo oggi egli si ravvede sulla linea e sulla presunta capacità del suo sindaco e della sua maggioranza (per entrambi c’è forse da aggiungere EX?) di produrre buona amministrazione?
Come per gli innamorati nel settimo anno, Bernardo sta puntualmente attraversando l’ormai rituale crisi politico-amministrativa del secondo, quella che di lì a poco lo portò a ribellarsi anche a Peppe Brandi Sindaco ed alla sua maggioranza, rea di non seguire le sue indicazioni sulla “buona amministrazione” (?).
Probabilmente, se certi equilibri non cambieranno e, come sembra (nonché conoscendolo), Giosi Ferrandino non accontenterà né la componente di Bernardo, né quella dell’altro consigliere “scontento”, il mio amico Giuseppe Di Meglio, entrambi si accorgeranno finalmente che il Paese è totalmente allo sbando: a parte il costosissimo verde pubblico (bello, a dire la verità, ma anche la trascuratissima Pineta degli Atleti dovrebbe farne parte), regna la totale assenza di progettualità, ma soprattutto è ormai acclarata la totale impossibilità (o incapacità) dell’amministrazione Ferrandino di rispettare anche il più lieve degli impegni amministrativi; totale assenza di programmazione turistica (per la gioia dei Campagnanesi è saltata finanche la Passeggiata del Sindaco in occasione della Madonna delle Grazie), casse comunali languenti, debiti in aumento a dismisura, ricorso costante alle anticipazioni di cassa e tempi di pagamento che rasentano i dieci mesi; da maggio i dipendenti dell’Ischia Thermal Center attendono invano di poter tornare al lavoro, pentendosi amaramente di essersi fidati delle inattendibili promesse ricevute in clima pre-elettorale; le partecipate non tengono il passo con il loro potenziale e vivono il clima di totale sfiducia del primo cittadino, costretto dal suo stesso egocentrismo (o dalla manifesta incapacità/inaffidabilità di chi lo circonda?) ad accentrarne le attività in mano a pochi funzionari, primo fra tutti il mio amico Silvano Arcamone che, come ho avuto modo di evidenziare in Consiglio, per quanto capace, non è “uno e trino” e non può (forse anche per Legge) continuare a dirigere l’Ufficio Tecnico Comunale detenendo nel contempo la presidenza di Ischiambiente e Ischia Risorsa Mare. Quest’ultima, a meno di un’azione forte e coerente con gli interessi del Paese da parte di tutto il Consiglio Comunale, sta per essere depauperata del potenziale d’incasso della banchina Terme Comunali destinata ai megayachts, oggetto dell’indizione di una recente gara d’appalto che per la sua stessa configurazione favorirà probabilmente qualche società partenopea già operante sull’Isola (della serie, è il Comune che crea concorrenza in casa di una sua stessa partecipata al 100%). Il centro polifunzionale totalmente fermo e ostaggio dei vandali di turno, è il simbolo dell’incapacità di questo gruppo dirigente. E dulcis in fundo, a meno di un miracolo, l’Ischia Isolaverde Calcio (che il sindaco Ferrandino si era impegnato da candidato a riportare in C2) scomparirà per la seconda volta.
Una cosa è certa: con o senza Bernardo e Di Meglio, Giosi dovrebbe rendersi conto che sono passati più di due anni dal suo insediamento; il Paese non è più nelle condizioni di attendere quella “svolta” molto sbandierata e mai neppure intravista e la sua attuale squadra, al di là delle già dubbie capacità iniziali, è oggi fin troppo smantellata. Questo ennesimo stallo politico-amministrativo, le cui conseguenze ricadranno nel giro di breve tempo a carico dei Cittadini con tutta la loro gravità, sta ulteriormente aumentando quel divario enorme tra le reali esigenze del Paese e il Palazzo. Che sia giunto il momento di fare qualcosa? Al punto in cui siamo, anche le dimissioni sarebbero benvenute!
Anche i “grandi” entrano negli “anta”. E lunedì scorso è stata la volta di Salvatore Ronga. Con una festa a sorpresa organizzata da quel vulcano di sua sorella Maria, con la complicità di tanti amici e parenti, il “nostro” è rimasto letteralmente a bocca aperta, trovandosi innanzi nella splendida cornice del Gardenia Beach agli scogli di Sant’Anna una moltitudine di amici vecchi e nuovi: tra tutti, l’artista Giuseppe Maraniello, della cui mostra alla Torre di Guevara, nel 2004, Salvatore fu uno dei principali artefici in seno al Circolo Sadoul, e la professoressa Franca Di Meglio, dirigente scolastico del liceo Scotti e sua grande estimatrice.
Tra balli e leccornie, preparati ad arte dallo chef Girolamo e dalla Brandi family, la serata del festeggiato si è conclusa con il più classico dei bagni “cu tutt’e pann“, impostogli tutt’altro che con grazia dagli amici che lo hanno letteralmente trasportato sulla battigia e adagiato nelle limpidissime (capito, detrattori del mare di Ischia?) acque della Baia di Cartaromana.
Auguroni, Totò! Ti aspettiamo presto con la Tua squisitissima pasta e patate. E soprattutto, scusa il ritardo!
Dopo “Il Tevere: com’era, com’è, come potrebbe essere“, di cui sono stati tratti importanti spunti per la prima relazione della Commissione per Roma (l’organo consultivo del Sindaco Alemanno presieduto dall’ex Ministro Antonio Marzano), Sandro Petti ha pubblicato la sua seconda “fatica poco letteraria” (come ama chiamarla lui stesso). E stavolta il tema è la sua, la nostra Ischia.
Lunedì 27 luglio alle 0re 19.30, presso la Terrazza del Bar Calise di Ischia, ci sarà infatti la presentazione ufficiale del libro “Ischia: com’era, com’è, come potrebbe essere“.
Mutuando il titolo utilizzato per il suo precedente libro, Sandro ha inteso percorrere una passeggiata ideale tra Ischia Porto e Ischia Ponte, intervenendo in più punti del territorio comunale con alcune rivisitazioni, tutte puntualmente illustrate nel libro, che senz’altro (personalmente me lo auguro) diverranno presto oggetto di discussioni e confronti.
Oltre all’introduzione di chi Vi scrive, che ha coadiuvato l’amico Sandro nella realizzazione del libro, e alla brillante moderazione di Ciro Cenatiempo de “Il Mattino“, interverranno il Sindaco d’Ischia Giosi Ferrandino, il Capogruppo PdL alla Provincia Domenico De Siano, il Consigliere Regionale Fulvio Martusciello e la neo-europarlamentare Barbara Matera.
“Chi vuole leggere queste presenze come una caratterizzazione politica dell’evento è del tutto fuori strada -è il commento dell’autore-. Si tratta di una mia scelta ben precisa, perché coinvolgendo i rappresentanti di istituzioni sovraccomunali sarà più facile per tutti comprendere a tambur battente la concreta fattibilità o meno delle idee che ho proposto nel mio libro. Ischia ha bisogno di pensare in grande e per il suo rilancio non c’è più tempo da perdere.“
Appuntamento, quindi, alle 19.30 di lunedì prossimo al Calise di Ischia. A proposito, il libro non è in vendita, ma potrà essere acquistato solo nella serata di presentazione con un’offerta minima di dieci euro, che Sandro Petti ha deciso di devolvere tramite l’associazione A.V.I. ai terremotati dell’Abruzzo.
Non nutro particolare stima nei confronti di Davide d’Ambra, non fosse altro perché mi ha sempre dimostrato un immotivata ostilità, da me mai scaturita o ricambiata. Ma il suo articolo-denuncia su presunte ingiustizie in sede lavorativa ai danni del figlio Marco, dipendente di Ischia Ambiente s.p.a. e peraltro mio amico, merita quanto meno di essere pubblicato, nella speranza che chi di dovere faccia emergere la verità. Eccolo di seguito (io l’ho ricevuto via e-mail):
PUBBLICI RICATTATORI – Ciro Cenatiempo, direttore di Ischia Ambiente, capo del personale, rapporti con il pubblico, capò degli addetti al servizio, è diventato anche ricattatore. Minaccia, un giorno sì e due no, il figlio del nostro direttore Davide d’Ambra, di mandarlo a scopare. Una forma vessatoria che dovrebbe costringere il giornale diretto dal professore d’Ambra a non occuparsi criticamente delle disastrose vicende gestionali di Ischia Ambiente. Non solo. Il capò ha riferito di non aver gradito un articolo di commento sulla condotta ballerina della “segretaria cha, cha, cha”. L’immorale comportamento ha pure dei precedenti nella storia del rapporto di lavoro, tra il figlio del nostro direttore e l’azienda monnezzara. A quei tempi non fu riassunto perché, anche in quel caso, il sindaco dell’epoca, non gradiva gli articoli pubblicati su Ultimora. Un pessimo scherzo che costò al nostro direttore, l’esborso di cinque anni per l’assistenza al figlio con moglie e figli, perché non riassunto. In seguito c’è stata la causa è il giudice del lavoro, condannò Ischia Ambiente, alla riassunzione immediata e alla retroattività di tutte le spettanze economiche. Uno scellerato comportamento persecutorio, che alla fine ai diretti interessati non costa un centesimo. Perché tanto a pagare è sempre la collettività. Adesso c’è codesto Ciro Cenatiempo, travestito da “consigliori” di chi detiene il potere politico. L’architetto, ha proposito in molti si chiedono: ma quanti progetti ha firmato fino ad oggi? Come l’altro architetto (anche lui sulla carta), Silvano Arcamone, fa un lavoro totalmente diverso dalla sua presunta professionalità, meritata alla fine di un corso di laurea. Arcamone, è gratificato, almeno fino ad oggi, con tre sostanziosi emolumenti, elargiti dalle società: Ischia Ambiente, Ischia Risorsa Mare e il comune d’Ischia. Una prebenda invidiabile che dovrebbero testimoniare della sua indefessa applicazione lavorativa, pari ad un impegno quotidiano di 24 ore su 24. Ma c’è di più. Il buon Isidoro Di Meglio, figlio del mitico Salvatore, grande centravanti dei tempi d’oro dell’Ischia calcio, è passato pure lui alle velate minacce. Il presidente del consiglio, a bordo del suo scooter, verso le 16.00 di un pomeriggio agostano, si è messo di traverso per impedire al figlio del nostro direttore, in servizio nella zona, di continuare a lavorare. Lo ha apostrofato letteralmente:” la vuoi finire di scrivere stronzate su quel giornaletto!”. Il commento ai lettori. Le vicende descritte sono state già segnalate a chi di dovere. Non è possibile discriminare un lavoratore solo perché ha il genitore impegnato nella direzione di un giornale. Non è corretto, far pagare ai figli le colpe dei padri, se così possiamo definire chi mette il dito nella piaga degli intrallazzi pubblici. Un suggerimento ai diretti interessati. Qualunque vicenda relativa al giornale Ultimora, va segnalata, chiarita, contestata, querelata, solo al sottoscritto.
Sollecitato da alcuni Concittadini, ho presentato un’interrogazione per capirci di più sul ciclo di manifestazioni organizzato dall’Associazione “La Ghironda” e patrocinato nonché finanziato dal Comune di Ischia. Eccone il contenuto di seguito:
Al sindaco del Comune di Ischia
Al Responsabile SIAE delle Isole d’Ischia e Procida – Prof. Costantino De Vico
e p.c.
Al Dirigente del Settore Economico-Finanziario
Al Segretario Generale
Ai membri della Giunta comunale
Ai Capigruppo consiliari
- Premesso che con delibera 142 del 10 luglio u.s. la Giunta comunale concedeva il patrocinio e un contributo economico di € 8.000,00 all’Associazione Culturale “La Ghironda”, sostenendo così il programma di eventi denominato “I concerti del parco” e “Suoni e Sapori”, da svolgersi presso la pineta Nenzi Bozzi rispettivamente nei giorni 4-11-18 e 19 luglio e 1-5-8 e 12 agosto c.a.;
- Considerato che dalle principali fonti di informazione disponibili –internet in primis- nonché dalle affissioni stradali, emerge quale unico evento organizzato per il Comune di Ischia dalla suddetta associazione nei periodi suindicati la manifestazione “Borgo in Musica”, i cui concerti, seppur svolti presso la medesima location, coincidono solo parzialmente con le date indicate nella delibera in premessa;
- Considerato altresì che risulta allo scrivente che il costo d’ingresso ai concerti facenti parte del ciclo “Borgo in Musica” sia stato di € 8,00 (informazione, questa, riferitagli da alcuni spettatori e suffragata dal programma ufficiale dell’evento, pubblicato e scaricabile peraltro dal sito www.ischiainpillole.it);
- Tenuto conto del fatto che nella delibera in parola, la Giunta comunale imponeva alla suddetta associazione un costo del biglietto d’ingresso per i singoli eventi non superiore ad € 5,00 nonché la concessione dell’ingresso gratuito agli over 60 residenti (elementi, questi, tutt’altro che evincibili dal programma e, per quanto risulta, non adottati nelle serate svolte sinora nella Pineta Nenzi Bozzi dall’Associazione in questione);
CHIEDE DI CONOSCERE
a) se e in che termini la manifestazione “Borgo in Musica” coincida con “I Concerti del Parco” e “Suoni e Sapori”, eventi indicati, patrocinati e finanziati nella delibera di G.C. 142/09;
b) se e in che termini, qualora non vi fosse la coincidenza paventata al punto (a), il Comune abbia ricevuto ed approvato una comunicazione da parte dell’Associazione “La Ghironda” avente ad oggetto le eventuali variazioni afferenti il nome e il programma dell’evento;
c) se e in che termini, qualora vi fosse la coincidenza paventata al punto (a), il Comune di Ischia abbia considerato attraverso gli uffici competenti, demandati alla corretta attuazione del deliberato, la reiterata inadempienza da parte della predetta Associazione alle disposizioni di cui alla delibera medesima e la conseguente revoca del patrocinio e del contributo economico.
CHIEDE NEL CONTEMPO
al Responsabile SIAE delle Isole di Ischia e Procida di poter conoscere, ai sensi della Legge 241/90, quali siano state le condizioni economiche di ingresso agli spettacoli ufficialmente adottate da parte dell’Associazione “La Ghironda” per gli eventi di cui trattasi, nonché il numero di spettatori paganti rendicontati nell’ambito degli stessi.
E’ di ieri sera il documento con cui i consiglieri comunali di maggioranza Enzo Ferrandino, Gianluca Trani e Giosué Mazzella hanno ufficialmente esortato il sindaco Ferrandino a rompere gli indugi, tagliando definitivamente i ponti con l’UDC di Carmine Bernardo (nella foto), che a loro dire starebbe continuando a minare gravemente la stabilità della maggioranza al punto da metterla a rischio di un’imminente e prematura caduta.
Ho più volte scritto che siamo quasi a due mesi dalla nomina della nuova Giunta, ma gli assessori-yes men sono ancora privi di alcuna delega per poter operare: quindi, di fatto, sono pagati a vuoto dalla collettività, in quanto impossibilitati ad esercitare le loro effettive funzioni per quanto di (mancata, sinora) competenza.
Giosi Ferrandino, il sindaco-purosangue tanto desiderato da chi agognava luminarie e giardinetti, a Ischia come a Casamicciola Terme, senza però conoscerne gli effetti disastrosi per il bilancio già verificatisi nel Comune termale, si scopre oggi ronzino di seconda scelta, al punto che per la sua stessa incapacità di tenere testa ad una coalizione troppo eterogenea per restare in piedi, riesce a far rimpiangere buona parte dei suoi predecessori, anche i più vituperati.
A questo punto, visti i livelli di litigiosità e la palese incapacità di affrontare anche la benché minima ordinaria amministrazione, a che serve ostinarsi a restare in sella, quando a stento si riesce a procedere al passo?
Del resto, il trotto e il galoppo sono andature da cavalli da corsa. Ma almeno, ammettendolo, l’attuale sindaco d’Ischia riuscirebbe a salvare la faccia, politicamente parlando.
O no?
Ricevere un avviso di conclusione delle indagini per qualcosa che non hai commesso, ma soprattutto senza aver mai neppure immaginato di poter essere indagato, provoca una sensazione piuttosto antipatica, specie se la causa di tutto ciò è determinata dal tuo stesso “sangue”. E’ quanto è appena capitato a me, insieme a mia moglie e a due mie zie ultraottantenni.
Ancora una volta sono fiducioso che quanto prima, come già accaduto quando ero assessore, la giustizia farà presto il suo corso, sgonfiando questa insolita “bolla di sapone”. Ho preferito parlarne io anche qui sul mio blog, così come in un comunicato stampa e in un messaggio su Facebook, proprio per evitare che i soliti avvoltoi (mediatici e non) possano creare da questa vicenda un caso del tutto inesistente.
Ovviamente, sebbene questa storia non abbia nulla a che vedere con l’esercizio del mio mandato di consigliere comunale, resto a disposizione di tutti per qualsiasi genere di chiarimento, doveroso per chi come me riveste un ruolo pubblico attraverso il consenso popolare e non certo per grazia ricevuta.
Se non l’avete già fatto, Vi invito ad assistere a questo divertentissimo stralcio dell’intervista di Riccardo Sepe Visconti all’assessore del Comune di Ischia, Mario Basentini, pubblicata su IschiaCityNetwork: difficilmente la politica può scatenare simile ilarità.
Oltre un anno fa, con la nomina di Gaetano Grasso quale capo area dell’UTC di Ischia, sottolineai sul quotidiano “Il Golfo” come la tanto sbandierata discontinuità con le scelte dell’Amministrazione Brandi era rimasta solo nei proclami in campagna elettorale del sindaco Giosi Ferrandino. Di fatto, egli aveva nominato pian piano gli stessi professionisti della precedente gestione, ad eccezione di Lello Montuori, che proprio da Brandi fu scoperto quale impeccabile e preparatissimo dirigente amministrativo.
Oggi, quasi accogliendo il mio appello di allora, seppur con un comunicato stampa di dubbio gusto (“Non abbiamo tenuto conto della sua carta d’identità politica” ha dichiarato Ferrandino, dimenticando l’estrazione marcatamente di sinistra del diretto interessato), Lello è stato nominato direttore generale del Comune di Ischia al posto del pur ottimo Dott. Mimmo Pirozzi, le cui dimissioni restano al momento un piccolo mistero.
Con l’inserimento in organico di Montuori, peraltro in un ruolo chiave della macchina amministrativa, Ferrandino e compagni potranno contare su un professionista serio e preparato; ma soprattutto il Paese sa bene che con la sua presenza, chi mai penserà a qualche “inciarmo” dovrà necessariamente fare marcia indietro.
Ad maiora, Lello, per Te e… per Ischia!
GLi emendamenti al Piano Casa in corso di discussione presso il Consiglio Regionale della Campania, presentati dai consiglieri Luigi Muro e Fulvio Martusciello con l’autorevole parere dell’Avv. Bruno Molinaro, potrebbero finalmente rappresentare una svolta nel delicato problema dell’abusivismo ad Ischia come nelle altre zone a vincolo di inedificabilità relativa.
Per quanto concerne l’emendamento Muro, si avrebbe finalmente la possibilità di applicare la procedura semplificata di condono di cui alla legge regionale del 2004 agli immobili situati nelle aree con vincolo di inedificabilità relativa. Ciò potrebbe rappresentare lo strumento adeguato per regolarizzare storiche anomalie derivanti dalla applicazione di tale legge e di favorire il tanto agognato censimento degli immobili su tutto il territorio.
Preziosa risulterebbe anche l’approvazione dell’emendamento Martusciello. Sebbene, infatti, il testo originario non pare prevedere esclusioni delle zone a vincolo di inedificabilità relativa per l’art. 3 (quello che tratta il famoso ampliamento del 20%), quanto previsto dall’on. Martusciello ne sancirebbe a tutti gli effetti la praticabilità.
Se da una parte la discussione in atto in Regione mantiene viva la speranza di evitare un’assurda ecatombe nelle zone come Ischia (con tutte le dannose ricadute sulla nostra economia), resto comunque senza parole rispetto alla posizione del Governo centrale, che nonostante le nostre numerose e ben circostanziate sollecitazioni, di fatto non ha tenuto in alcun conto quanto potrebbe accadere a breve sulla nostra Isola, per giunta ignorando che dopo tre anni e mezzo dalla sciagura dell’Arenella, in Abruzzo vediamo consegnare centinaia di case dopo sei mesi e le nostre tredici famiglie sfollate continuano ad arrangiarsi tra containers e indennità di autosistemazione corrisposte tutt’altro che puntualmente.
Per questo, ho appena inviato la seguente lettera al Presidente Berlusconi, sperando anche nell’appoggio dell’Onorevole Barbara Matera, che ha dimostrato di avere molto a cuore le sorti della nostra Isola.
“Signor Presidente, immagino che la consegna delle prime case in Abruzzo sia stato il miglior “regalo di compleanno” che poteva concedersi. Sento perciò di rinnovarLe tutta la mia ammirazione per questo brillante risultato senza precedenti. Esso però, al pari delle “trecento case a settimana” che verranno consegnate d’ora innanzi, sa un po’ di ingiustizia rispetto alla situazione di Ischia (da me già rappresentataLe il 2 maggio scorso) e che Le sintetizzo nuovamente di seguito:
1) Dopo la frana del 30 aprile 2006, tredici famiglie sono ancora prive di ritornare in casa loro e cinque di esse (tra cui la povera Orsola Migliaccio che quel giorno, sotto il fango, perse oltre alla casa anche il marito e le sue tre figlie), continuano a vivere nei containers della protezione civile. Il Sottosegretario Bertolaso e il prof. De Bernardinis ben conoscono la situazione, avendola seguita già a suo tempo). Peraltro, dal momento della sciagura, non è stato eseguito alcun lavoro di messa in sicurezza della zona, nonostante permanga lo stato di emergenza.
2) La mancata applicabilità della Legge 326/2003 (meglio conosciuta come “Condono Edilizio Berlusconi”) nelle zone a vincolo di inedificabilità relativa come le isole di Ischia e Procida sta per privare, attraverso demolizioni ormai imminenti, centinaia e centinaia di prime case d’abitazione, con altrettante famiglie che rimarranno di fatto senza tetto. A nulla è servito un reiterato confronto con il suo ottimo Sottosegretario Mantovani e con l’On. Ghedini: non essendo intervenuto alcuno dei provvedimenti paventati nell’ambito del succitato confronto, la Procura è decisa a procedere e la tragedia sta per consumarsi, dinanzi alla totale inerzia del Governo centrale.
Valuti lei, signor Presidente, se tutto ciò è concepibile nello “stato di diritto” in cui tutti vorremmo credere e di cui vorremmo poterci fidare, ma soprattutto per Lei che tanto sostiene il sacrosanto “diritto alla casa”.
Questa la “Lettera a Ischiablog” pubblicata ieri in merito alla manifestazione organizzata dall’Associazione Art Movie & Music, il cui direttore artistico è Michelangelo Messina, marito della presidente dell’Associazione, Ernestina Mazzella (più nota come “Enny”) ed ex consigliere comunale ad Ischia.
Come ho avuto modo di scrivere anche su Facebook, anch’io sono al corrente di altri soggetti che vantano crediti ancora inesigibili per prestazioni eseguite a favore di tale Associazione; quindi, fino a prova di smentita, sono portato a credere che chi ha pubblicato questo messaggio non racconti balle.
In ogni caso, da questo genere di situazioni chi ne esce con le ossa rotte è l’immagine dell’Isola d’Ischia. A questo proposito, voglio rassicurare chi ci legge oltre l’Isola: non scambiateci per un popolo di truffaldini e inaffidabili. Siamo brava gente!
di Luigi Marino Il gruppo dedicato su facebook recita “L’Ischia Film Festival è l’unico concorso cinematografico al mondo dedicato alle LOCATION”. Purtroppo per quanto ci riguarda l’Ischia Film Festival è l’unico concorso cinematografico che opera con conti in rosso e decreti ingiuntivi pendenti.
Il sottoscritto, titolare di una ditta che si occupa di servizi tecnici per eventi e noleggio attrezzature, ha fornito i propri servizi per l’Associazione Art Movie & Music, che di fatto si occupa dell’organizzazione dell’Ischia Film Festival, per gli anni 2007 e 2008.
Per il primo evento i pagamenti sono arrivati ( anche se dopo 12 mesi dall’emissione della relativa fattura ) mentre per l’anno 2008 abbiamo avviato un procedimento civile che ad oggi è reso esecutivo. La cifra che l’Associazione Art Movie & Music deve alla ns. ditta è di euro 7.000,00 circa ( a cui aggiungere le spese legali ed interessi per il ritardo nei pagamenti ).
Da ricerche effettuate privatamente l’Associazione Art e Movie Music risulta intestata a Mazzella Ernestina ( conosciuta ad Ischia come Enny Mazzella ) moglie del Direttore Artistico della manifestazione Michelangelo Messina che nonostante sia persona di spicco (almeno a Suo dire ) nel cinema italiano come location manager, continua ad organizzare la manifestazione non onorando gli impegni presi.
L’associazione risulta ad oggi non operante ( anche se continua ad organizzare la manifestazione senza nessun problema ) e con un rosso bancario di circa 12.000 euro.
La situazione diventa ancor di più paradossale visto che l’Ischia Film Festival ha ricevuto per l’anno 2008 finanziamenti regionali per l’organizzazione della manifestazione.
I finanziamenti sono poi stati sospesi dalla Regione per l’anno 2009 come da intervista effettuata a Michelangelo Messina presente su TeleIschia (http://www.teleischia.it/index.php?option=com_content&task=view&id=10751&Itemid=41 )
Chiediamo quindi un intervento da parte di chi ne abbia la facoltà per isolare una volta per tutte questi personaggi che organizzano manifestazioni truffando aziende locali.
Chiediamo un intervento di : Regione Campania in primis ( che ha erogato soldi che potevano essere spesi diversamente ), l’AFIC ( Associazione Festival Italiani di Cinema ) che accoglie ancora tra i Suoi iscritti il Festival ed infine tutti i Patrocini che sono stati accordati all’Associazione.
Potrebbe essere un evento unico nel suo genere, destinato a suscitare
finalmente l’attenzione delle istituzioni sovraccomunali sul problema delle demolizioni. Nella fase preliminare del consiglio comunale tuttora in corso ad Ischia, sono intervenuto con forza ponendo in evidenza, dopo la prima demolizione avvenuta ieri in quel di Procida, la necessità di dare corso quanto prima ad un’azione unitaria delle sei Amministrazioni, peraltro già paventata nel civico consesso. Ecco uno stralcio del mio intervento:
“Quanto accaduto alla famiglia Scotto di Clemente di Procida deve farci riflettere sul fatto che è giunto il momento di pretendere la giusta attenzione dal Governo centrale su quanto potrebbe accadere sulla nostra Isola se si desse corso alle demolizioni degli immobili oggetto di istanza di condono ex legge 326/2003, che a breve toccherà anche Ischia con circa centoquaranta abbattimenti iniziali. Perciò ritengo che questo Consiglio debba procedere all’unanimità a convocare con la massima urgenza una seduta esclusivamente dedicata a tale argomento, che coinvolga in aula i Sindaci delle altre cinque Amministrazioni comunali isolane. Personalmente ricordo di essermi recato a Roma dal Sottosegretario Mantovani
appena un anno fa, ma nonostante le garanzie di un intervento legislativo a tutela delle prime case d’abitazione, il tutto è rimasto nel più assoluto dimenticatoio. Ecco perché è ormai indifferibile un’azione di forza collettiva da cui noi Amministratori pubblici non possiamo più sottrarci.”
La mia proposta è stata accolta unanimemente dal Consiglio Comunale di Ischia, con l’impegno del sindaco Ferrandino e del Presidente Isidoro Di Meglio a convocare quanto prima una seduta ad hoc del civico consesso, che sarà preceduta da una riunione dei capigruppo consiliari che insieme ai sei Sindaci formuleranno una proposta univoca da approvare in quella che potrebbe essere la prima seduta di consiglio collegiale dei sei Comuni dell’isola d’Ischia.
Si chiama Antonio Palmieri, ha 48 anni e dal ’93 milita nel PdL. Quello che sto per proporvi non è affatto un pistolotto di lode al politico di turno, ma la cronaca di un’iniziativa tanto singolare quanto (a mio avviso) lodevole. Palmieri (nella foto) ha creato un sito www.natalesiamonoi.it , che punta a promuovere la realizzazione del presepe in ogni ambiente, ma in particolare nelle scuole. Tutti ricorderanno infatti che nel 2006 in alcune scuole italiane si scelse di evitarne la realizzazione per non “offendere i bambini stranieri”. Ecco, quindi, il ripetersi puntuale della messa in rete di tale sito da parte dell’On. Palmieri, il quale ha le idee ben chiare al riguardo: “Sono convinto che promuovere il presepe significa valorizzare tutti, atei e stranieri compresi, in quanto la conoscenza reciproca alimenta il dialogo e il rispetto.” Dal sito www.natalesiamonoi.it è scaricabile anche un interessante promemoria, dedicato in particolare alle scuole e ai dirigenti scolastici, utile a comprendere perché il Presepe è di fatto un momento culturale che prescinde dall’identità religiosa degli studenti.
E mentre Teleischia solo da poche ore è entrata nella grande famiglia del digitale terrestre, non essendo riuscita il 1 dicembre ad allinearsi in tempo alla conversione nel sistema al pari di tutte le emittenti locali che si rispettino, Vi invito a goderVi la prima strofa di “Yesterday”, eseguita questa sera da un Paul McCartney in grande spolvero, insieme ad una band di grandissimo livello.
E’ tornato nel suo stile, con qualche dichiarazione dirompente del tipo: “Nessuno mi ha mai dato il benservito, tantomeno Ischia“. Ma nel contempo Carlo Pagnotta, giunto ad Ischia nel 2003 per iniziare con me l’esperienza ISCHIA JAZZ e poi messo in condizione di farsi da parte nel 2008 dai comportamenti tanto studiati quanto squallidi dell’attuale amministrazione comunale, ha scelto il modo migliore per tornare ufficialmente sulla nostra Isola quale consulente artistico di PIANO&JAZZ in quel di Lacco Ameno a partire dall’edizione 2010. E il mio amico “Cavaliere” ha fatto capire subito che intenzioni ha: lo ha fatto come sempre, sparando a raffica nella recente conferenza stampa napoletana il programma della kermesse sostenuta da Giancarlo Carriero e il suo Regina Isabella, a supporto di un sempre più entusiasta Sindaco Tuta Irace, al quale non sembra vero di aver ricevuto un “regalo” del genere dal Comune di Ischia.
Un nome su tutti e per tutti: CHICK COREA. Sarà lui il protagonista, iniziando giovedì 26 agosto a Villa Arbusto con un “piano solo”, proseguendo venerdì 26 in duet con Stefano Bollani (mica l’organista della chiesa…) e chiudendo sabato 27 in trio con Roy Haynes alla batteria e Miroslav Vitous al contrabbasso (altre due autentiche leggende).
Ho qualche difficoltà ad immaginare cosa dovranno inventarsi “quelli di Ischia” per reggere l’urto di un programma del genere, lanciato peraltro con otto mesi di anticipo, quando si cimenteranno -sempre che la loro esperienza amministrativa non termini anzitempo, Deo gratias- a redigere il programma di Ischia Jazz 2010. Ma non è questo il punto! Sarei curioso di sapere se i grandi artefici della separazione tra Ischia Jazz e Umbria Jazz si siano resi conto o meno della impareggiabile sciocchezza commessa, o se pensano di risolvere ancora una volta il tutto con qualche costosa autocelebrazione su testate come MUSICA JAZZ, ovviamente pagata con i soldi dei cittadini, che provi invano a far credere che tutto sia ben riuscito, migliorato, cresciuto, gradito. Ma basterà ad evitare di fermare la gente il venerdì sera all’ingresso dell’Arena Mirtina, invitandola ad entrare gratis per tentare di riempire il parterre, come accaduto lo scorso anno?
Intanto, per chi preferisce la buona musica alle chiacchiere, agli inetti e ai loro pseudo-giochi di potere, auspicando che prima o poi a Ischia si riesca a capire che è necessario lavorare per unire e non per dividere, segnalo il sito www.pianoejazz.it . Viva la musica!
Chi è solito frequentare il mio sito sa bene che ho sempre rivolto un certo interesse alle questioni afferenti l’Ischia Isolaverde Calcio. All’inizio del campionato in corso, mentre tutti temevano il peggio sin dalla prima giornata per la compagine societaria che si era venuta a creare alla guida dell’Ischia, non comprendendone i motivi, fui pronto ad incoraggiarla e non solo per la vittoria esterna contro il Pianura, ma per una vena di insolito attivismo che i dirigenti in carica mi parvero dimostrare con acquisti a raffica e entusiasmo da vendere, nonostante la loro inesperienza.
Devo anche dire che non ricordo nemmeno nei tempi più bui della nostra squadra una dirigenza rimasta senza il becco di un quattrino già a novembre, al punto da dover svincolare i suoi giocatori migliori, ma soprattutto da lanciare troppo presto messaggi d’allarme per scongiurare finanche il rischio che il calcio ad Ischia scomparisse.
Non più tardi di quattro giorni fa, il mio amico Salvatore Federico (la cui passione gialloblé spesso travalica la stessa ragione) mi chiamò per chiedermi accoratamente di partecipare a una sorta di colletta per “salvare il calcio ad Ischia“, invitandomi a raccogliere contributi anche di soli cento euro cadauno pur di sostenere la causa. Di questa colletta e dei pochissimi che vi hanno aderito, ho letto notizia anche dal sito di Teleischia.
Come sempre, all’inizio di questo campionato la nostra azienda di famiglia non ha fatto mancare il suo modestissimo contributo economico alla società. Ma in questa occasione, giudicatemi come Vi pare, mi sono rifiutato di partecipare.
Perché? E’ semplice! Innanzitutto Vi risparmio il mio solito pistolotto -sempre più fondato, visti gli eventi- sull’incapacità assoluta di noi Ischitani di STARE INSIEME, nello sport come nella politica, nell’associazionismo come nell’impresa. Ma consentitemi di dire che trovo a dir poco offensivo che si continuino a chiedere soldi alla gente, senza prima quantificare con chiarezza come sono state spese le somme a disposizione dall’inizio del campionato ad oggi, ma soprattutto a quanto ammonti il “buco” da colmare e l’esigenza di bilancio cui far fronte per concludere senza problemi, ma soprattutto salvi, il campionato in corso.
Detto questo, e volando alto rispetto alle pur legittime critiche che potrei rivolgere a chi, nell’ambito di più candidature politiche, ha promesso impunemente una squadra da categoria superiore e contributi plurimilionari di cui non c’è traccia, penso che alla fine di questo campionato (nell’ipotesi ottimistica di riuscirci ad arrivare) sarà il caso di interrogarsi sull’opportunità o meno di proseguire questo genere di calvario, che offende l’intelligenza delle persone, ma soprattutto di quei tifosi la cui passione non merita di soffrire ulteriormente. Altro che collette…
Se il nostro contesto sociale, la nostra classe imprenditoriale, la gente comune e i tempi che corrono si dimostreranno ancora una volta inadeguati -o forse semplicemente disinteressati- ad avere una squadra di calcio che si rispetti, sarebbe bene prenderne atto e disilludersi definitivamente. Sarà pure un peccato, ma forse il medico ha prescritto a qualcuno di occuparsi necessariamente di calcio?
Sarò curioso di conoscere l’esito del sondaggio che segue.
Come ho già scritto sul mio sito www.davideconte.it , sono entusiasta della candidatura di Mara Carfagna quale capolista alle regionali in Campania al fianco di Stefano Caldoro. Com’è noto, la nuova legge regionale prevede che delle due preferenze esprimibili, una debba necessariamente riguardare una donna. E Mara, oltre a essersi scrollata ampiamente di dosso quel luogo comune di “velina benvoluta da Berlusconi” attraverso le sue importanti battaglie contro lo stalking e l’omofobia, ha dimostrato di poter rappresentare quell’inversione di tendenza della politica che piace alla gente comune.
Sono convinto che anche ad Ischia, dove sto per lanciare il primo “Comitato per Mara”, la sua presenza in lista risulterà apprezzatissima. E lo sarà senz’altro di più se Mara, insieme alla collega Stefania Prestigiacomo, si renderà portavoce in Consiglio dei Ministri dell’approvazione della proposta “Molinaro” (che le ho fatto pervenire tramite l’impagabile amico consigliere regionale Fulvio Martusciello) per evitare ulteriori, ingiuste demolizioni di prime case d’abitazione, a cominciare da quella ormai incombente ai danni dei malcapitati Luigi e Raffaella di Casamicciola.
Sotto l’aspetto partitico, spero invece che la scelta di Berlusconi di confermare la forte presenza del suo Governo in Campania attraverso Mara Carfagna voglia testimoniare anche la volontà di un vero e proprio taglio con il passato: il PdL in Campania, nonostante la sua tenera età, ha decisamente bisogno di voltare pagina.
Tra tutte le persone attente al problema demolizioni, a Ischia come in tutta la Campania, ce ne saranno certamente tantissime che non possono o non vogliono esporsi in prima linea. Questo per certi versi può essere comprensibile (le dita della mano non sono tutte uguali), ma perdere il loro conforto, la loro dimostrazione di “esserci comunque” sarebbe decisamente un peccato.
A quelle persone rivolgo un appello accorato: se non potete (o non volete) partecipare alla manifestazione di martedì, se per forza di cose non avete l’opportunità di dire la Vostra sugli organi di stampa o tra la gente, allora apponete almeno una firma alla petizione contro le demolizioni indiscriminate, unendoVi a quei “magnifici 5000″ che lo hanno già fatto. Ci sono tantissimi volontari in giro per l’Isola a raccoglierle; e se non aveste la fortuna di incontrarli, beh, una passeggiata sulla Borbonica di Casamicciola, nei pressi dell’ex Ristorante Namagal, non vi costerà poi granché! Lì troverete il presidio permanente sotto casa di Luigi e Raffaella e di certo potrete aggiungere il Vostro nome a chi Vi ha preceduto.
Intanto, dall’incontro con la stampa di stamani in Curia, il Vescovo Strofaldi (da me sollecitato sull’argomento) ha fatto sapere che reciterà ancora una volta la sua parte per tutelare la famiglia Impagliazzo, evitando altre dichiarazioni eclatanti e conseguenti decine di migliaia di citazioni su Google, ma puntando invece dritto a implorare in Tribunale un rinvio dell’esecuzione dopo l’udienza del 26 febbraio. Grande!
E’ quello che mi piacerebbe proporre negli ambiti legati al turismo di casa nostra: una passeggiata negli Stati Uniti, ovunque, per imparare quanto non sia vero che piu’ grande e’ la realta’ in cui si opera, piu’ diventi difficile essere cortesi e professionali, poiche’ tutto diventa routine.
Da New York a Boston, da Los Angeles a San Francisco, da Dallas a Miami, tutti fanno della cortesia e della professionalita’ il fill rouge del proprio lavoro, ma soprattutto del modo di porsi nei confronti dell’ospite/cliente. Non fai in tempo ad entrare in un negozio che un addetto alle vendite ti viene incontro con il classico “Hi Sir, can I help you?“; al pari degli addetti alla reception o al concierge degli alberghi o dei ristoranti, sempre pronti a soddisfarti con la massima serenita’ e, soprattutto, col sorriso sulle labbra. Eppure, a differenza di Ischia, queste persone hanno a che fare quotidianamente con migliaia e migliaia di visitatori da ogni parte del mondo; ma la loro soglia di “sopportazione” del turista e’ del tutto immutabile.
Chi mi conosce e’ autorizzato a darmi del noioso, sentendomi dire sempre le stesse cose. Ma per me, due settimane da queste parti, rappresentano una vera e propria riconciliazione con la civilta’, ad ogni livello. E penso che lo stesso “trattamento” potrebbe insegnare tanto a tanti miei compaesani, specie a quelli che si illudono di essere turisticamente “arrivati”.
Con le dimissioni di Nicola Cosentino da sottosegretario, ma soprattutto da coordinatore regionale del PdL, è terminata finalmente (anche se ancora parzialmente) una delle pagine da dimenticare del centrodestra in Campania.
A Nicola Cosentino mi lega il ricordo di vane promesse pubbliche in occasione dell’apertura della mia campagna elettorale alla Camera dei Deputati del 2006 (presente il coordinatore nazionale Sandro Bondi e oltre duecento persone) ed una stretta di mano priva di valore ottenuta alla vigilia delle candidature alle politiche del 2008.
Attendo con ansia la nomina del nuovo coordinatore regionale, nella speranza che sia giunto il giorno della tanto agognata discontinuità con un passato che non abbia più a ripetersi.
(p.s. del 19 febbraio 2010, ore 19.45: L’Ansa ha appena annunciato il ritiro delle dimissioni di Cosentino, dopo un colloquio con Berlusconi. L’incoerenza non è mai troppa: siamo punto e a capo!)
Per una volta tanto, la Campania diventa regione-modello. Anche se l’argomento non è proprio tra quelli che interessano di più alla gente di questi tempi, sapere che dalle nostre parti si è tenuto conto concretamente della necessità di favorire l’inserimento delle donne in politica e, più precisamente, nel Consiglio Regionale, è motivo d’orgoglio.
La legge che consente all’elettore campano di esprimere due preferenze, purché ad altrettanti candidati di sesso diverso, sarà quindi una realtà già il 28 e 29 marzo, quando in Campania si andrà alle urne per il rinnovo del Consiglio Regionale. E anche se le presenze femminili nelle liste appena presentate non sono poi così numerose, è anche vero che quelle poche in grado di condurre con un minimo di criterio la campagna elettorale, magari creando proficui abbinamenti con candidati maschietti più rodati politicamente, possono giocarsi finalmente la partita per un seggio al Centro Direzionale.
A parte Fiorella Girace, non conosco le candidate del centrosinistra. Nel Pdl, finalmente, potremo riavere qualche “consigliera” dopo anni di black-out, scegliendo tra il Ministro Mara Carfagna, la parlamentare Alessandra Mussolini (entrambe probabili dimissionarie dopo il 29 marzo per tornare ai propri rispettivi incarichi romani), ma soprattutto sulla giovane Mafalda Amente (nella foto con Casini), nipote del Sindaco di Melito di Napoli e prima dei non eletti al Consiglio Provinciale.
Il suo ultimo mandato da consigliere lo ha trascorso da Vicepresidente del Consiglio, ma anche da ex alleanzino, avendo lasciato il suo storico partito d’appartenenza per approdare in seno all’MPA di Lombardo. Ma questa sua ultima mossa, posso assicurarvelo, nessuno se l’aspettava.
Salvatore Ronghi, dopo tre mandati, ha deciso di non ricandidarsi. Prendendo tutti in contropiede, sul “Roma” di oggi ha motivato la sua decisione nella consapevole importanza di farsi da parte e lasciare spazio a un naturale processo di rinnovamento della classe dirigente che, in tutta onestà, non so fino a che punto avrà luogo. Una cosa è certa: il suo nome non è in nessuna delle liste, anzi, l’ormai ex consigliere regionale ha invitato i suoi elettori a sostenere il candidato dell’MPA Marino nella Lista Caldoro.
Non ho idea di quali siano state le vere motivazioni di tale decisione. Ma in un diffusissimo clima di attaccamento alle poltrone e di incalcolabile arrivismo, un gesto del genere gli fa comunque onore. I soliti bempensanti sostengono che gli sia stato già promesso qualche incarico considerevole in caso di vittoria. Ma con i tempi – e soprattutto con gli pseudo-uomini – che corrono di questi tempi in politica, si è trattato di una decisione sicuramente coraggiosa che fa a pugni con quel “germe” (come lo chiama Peppe Brandi) che molti di noi portano dentro.
Ho sempre maggiori difficoltà a identificarmi con questo modo di essere Governo del Paese e questo mi provoca non poco disagio, vista la mia natura di Berlusconiano d.o.c.. Ma il Consiglio dei Ministri-lampo svoltosi stasera in circa mezz’ora per risolvere le grane elettorali di Formigoni e della Polverini è stata una vera e propria offesa alle quattro famiglie che hanno perso per sempre la propria abitazione a causa delle demolizioni su Ischia e Procida, come a tutte quelle persone che lottano per il proprio sacrosanto diritto alla casa.
La notizia pubblicata quest’oggi sul quotidiano Il Golfo relativa alla sentenza sulla nullità dei certificati di agibilità provvisoria rilasciati agli immobili oggetto d’istanza di condono rappresenta il colpo di grazia per l’economia della nostra Isola, che cola già da tempo a picco e che ancora una volta subisce un provvedimento che ne pregiudica anche i più delicati equilibri socio-economici. E dinanzi a questa vera e propria catastrofe, di cui fui uno dei pochi a preoccuparmi sin dalla fine del 2008, il Governo Berlusconi non solo è rimasto sordo a ogni genere di sollecitazione, senza riuscire a produrre alcun atto utile ad equiparare l’applicazione del condono 2003 che porta la firma del Presidente del Consiglio anche nelle zone che ci riguardano, ma non ci ha pensato un attimo a riunirsi d’urgenza dalla sera alla mattina per risolvere in tempi da record un proprio problema politico, con un provvedimento di dubbio gusto e tutt’altro che indiscutibile. A questo punto -conclude Conte- come ho già avuto modo di dire questa mattina ai Sindaci Ferrandino e Irace, è giunto il momento di assumere un’iniziativa fortissima che svegli Berlusconi e i suoi da un ormai insopportabile torpore che, dinanzi agli eventi in corso, sa ormai fin troppo di menefreghismo.
Domani stesso chiederò ai colleghi di minoranza di Ischia di richiedere una convocazione d’urgenza del Consiglio Comunale su questo argomento. E’ ora di pretendere di affrontare in maniera seria e globale il problema-edilizia sulla nostra Isola!
A volte manifestare apertamente il proprio pensiero e la propria libertà può essere un vettore piuttosto pericoloso e controproducente; altre volte, invece, può produrre effetti positivi decisamente inaspettati.
Questa volta, però, è stata la sensibilità e l’acume politico del mio amico Fulvio Martusciello a fare la differenza; e con lui, una Mara Carfagna che continua a sorprendermi per la prontezza con cui, nonostante la sua esperienza politica poco meno che quadriennale, si destreggia decisamente meglio di molti pseudo-illustri veterani nel suo cammino di giovane donna di Governo.
A Fulvio (dimostratosi ancora una volta un vero amico di Ischia) devo un grazie di cuore per aver colto il mio disagio, consentendomi di incontrare questa mattina il Ministro in persona, insieme al presidente del Comitato per il Diritto alla Casa, Luigi Pisani, e all’amico Peppe Trani, spiegandole che non c’è alcuna legge da stravolgere, bensì solo un decreto interpretativo da approvare subito.
A Mara, invece, rivolgo un appello accorato: fà che l’impegno solenne che hai preso questa mattina con noi per il problema-demolizioni approdi quanto prima a una soluzione concreta. La gente di Ischia, al pari di quella delle altre zone campane in cui il condono Berlusconi non trova applicazione e le ruspe incombono, non merita di continuare a vivere (come accade ormai da mesi) con il patema d’animo di restare da un giorno all’altro senza la propria unica casa.
Sia ben chiaro: non mi illudo neanche un pò e il mio sdegno per il decreto salvaliste fatto ad hoc per Formigoni e la Polverini resta immutato. Ma come dice San Paolo nella Lettera ai Romani, “la speranza non delude“. E una volta tanto (lo dico ai pessimisti di turno) non lasciatevi andare alla solita riflessione, della serie “chi di speranza vive, disperato muore.”
Agli immancabili oltranzisti, naturalmente, non ho nulla da dire: li lascio alle loro divagazioni ideologiche, che nulla hanno da spartire con la capacità di rapportarsi al prossimo e ricercare soluzioni ai problemi.
Alea iacta est! Stefano Caldoro è il nuovo Presidente della Regione Campania e la sinistra di Bassolino è stata finalmente mandata a casa dal voto degli ultimi due giorni.Ciò premesso, penso che Ischia esca vincente da questa competizione elettorale, in quanto oltre all’ottima affermazione del suo “figlio” Domenico De Siano e dello stesso Presidente Caldoro (che a Ischia ha trascorso l’infanzia e ci si è anche sposato), potrà contare su altri tre consiglieri regionali che nei loro trascorsi sono riusciti a lasciare il segno del loro attaccamento all’Isola attraverso azioni e risultati concreti.
Del mio amico Fulvio Martusciello non credo di dover dire altro oltre quanto ho già avuto modo di scrivere in questa campagna elettorale: la sua elezione è senz’altro una certezza per tutti noi e l’augurio è che possa essere presto parte integrante della Giunta Regionale, continuando ad aiutare la nostra collettività come ha già fatto contro le demolizioni, per il teatro, il Comune Unico ed ogni altro genere di sollecitazione gli ho sottoposto negli ultimi anni.
Domenico De Siano, risultato quinto degli eletti con circa 2800 voti meno di Fulvio, ritengo andrà comunque a ricoprire un ruolo di prestigio. E questo non può che far bene all’Isola!
Anche Pietro Diodato, terzo eletto, si può ascrivere tra coloro i quali hanno dedicato attenzione a Ischia, seppur dai banchi della minoranza. In particolare, ricordo la sua battaglia per la creazione della compagnia regionale di navigazione Co.Re.Mar.. Oggi Diodato è eletto in maggioranza, quindi… avrà modo di darsi da fare.
Passa invece dall’altra parte della barricata Nicola Marrazzo (IdV); ma va ricordato che dopo la frana di Casamicciola dello scorso novembre, l’emendamento alla finanziaria che stanzia ben tre milioni di euro per aiutare il Comune termale a rifarsi il look porta la sua firma.
L’eruzione del vulcano in Islanda ha dimostrato che la natura, quando mai ce lo aspettiamo, diventa molto più forte e menefreghista di quanto solitamente ci dimostriamo noi esseri umani nei suoi confronti: provviste non pervenute, viaggi interrotti irrimediabilmente, eventi d’ogni genere annullati per assenza forzata dei protagonisti impediti nei trasferimenti, sono rientrati gioco forza in una sorta di normalizzazione che, involontariamente, l’Europa ha dovuto subire negli ultimi tre giorni.
E naturalmente non sono mancate le notizie ad effetto: l’ANSA ha lanciato un take in cui rileva il collegamento creato da un blogger tra l’evento in questione e la profezia Maya sulla fine del mondo, che a quanto pare prevedeva “a 980 soli dalla quinta era una grande nube nera sulle terre di occidente” (il 15.4.2010, data dell’eruzione in Islanda, mancavano proprio 980 giorni al 21 dicembre 2012, data prevista dalla profezia). Di questi tempi, ci mancherebbe solo l’apocalisse!
Quello che fa riflettere, invece, è il modo immediato in cui la forza della natura sia riuscita a fregarsene dei nostri ritmi forsennati d’ogni giorno, imponendosi implacabilmente sulle esigenze del consumismo, su quei piccoli lussi tutt’altro che irrinunciabili (come ad esempio ricevere frutta fresca tropicale fuori stagione grazie ai collegamenti aerei), senza per questo determinare grossi cambiamenti alle nostre abitudini essenziali. Se qualcuno ci chiedesse di immaginare un mondo senza quel variegato mare di comodità, saremmo in tanti a farci prendere dal panico; ma quando è la natura a determinarlo, per giunta senza chiederci cosa ne pensiamo, ci vediamo costretti ad accettarlo quasi passivamente.
Mi piacerebbe leggere un Vostro commento su questa insolita “rivincita della natura sull’uomo”.
Nessuno ci aveva fatto caso, almeno tra gli addetti ai lavori di Ischia. Ma se l’On. Giuseppe Scalera, attuale deputato al Parlamento, venisse nominato dal neo-presidente della Regione Campania Caldoro tra i nuovi assessori a Santa Lucia, ecco che la nostra Isola si ritroverebbe in così breve tempo un proprio figlio consigliere regionale e deputato nazionale. E per quest’ultima carica, se non vado errato, Domenico De Siano (per chi non l’avesse capito, è lui il fortunato) sarebbe il primo ischitano a varcare la soglia di Montecitorio.
Naturalmente tutti sanno che le due funzioni sono assolutamente incompatibili, per cui Domenico si troverebbe dinanzi a una scelta molto difficile: rinunciare al seggio regionale oppure (ipotesi quasi certa per sua stessa asserzione) togliersi lo sfizio di sedere almeno una volta alla Camera, per poi dedicarsi anima e corpo al mandato campano; senza per questo dimenticare che egli è pur sempre capogruppo in consiglio provinciale e anche per tale ruolo, nonostante la compatibilità, il Partito potrebbe chiedergli di lasciare il posto alle legittime aspettative del primo dei non eletti a Santa Maria la Nova nel PdL.
Il beneficiario delle eventuali -ma non troppo- dimissioni di De Siano dalla Camera dei Deputati sarebbe Luigi Muro, che dopo Domenico è proprio il primo dei non eletti della competizione 2008, che a sua volta dovrebbe scegliere tra il posto da deputato nazionale e l’assessorato provinciale che lo ha visto dimissionario in virtù della sua ultima candidatura nel PdL con Caldoro. E anche in questo caso, la scelta è piuttosto scontata!
Pensate un pò! Una maggiore apertura mentale (o forse un pizzico di egoismo in meno), insieme a un partito degno di questa definizione, oggi avrebbero potuto consentire alla nostra Isola di avere, contemporaneamente, un Deputato al Parlamento, un Consigliere Regionale e due Consiglieri Provinciali: ricchezze sociali d’altri tempi, degne di realtà civili, ma soprattutto di una classe politica di livello superiore. Pazienza!
Ma se Luigi Muro preferisse realmente Roma all’assessorato provinciale e Domenico De Siano lasciasse anche il ruolo di capogruppo a Piazza Matteotti per fare il consigliere regionale a tempo pieno, ci sarà forse qualcuno che si preoccuperà di non lasciare sguarnita in Provincia un’Isola che ha tanto contribuito alla vittoria di Cesaro (magari premiandola con un assessore di casa nostra al posto di Muro), oppure anche questo è forse chiedere troppo?
Solo un’autentica “finezza” dei tecnici di Governo del centrodestra (una volta tanto possiamo tesserne le lodi) ha consentito che qualche franco tiratore all’interno del Consiglio dei Ministri non impallinasse senza pietà, rendendolo inutile, il decreto varato questa mattina che sospende senza esclusioni le demolizioni in Campania, in vista di una revisione legislativa che riguarderà la corretta applicazione del condono ter. Ne ho avuto la conferma dall’amico Avv. Bruno Molinaro che, da Firenze, gioiva con me al telefono di un risultato che, se fosse arrivato con qualche mese d’anticipo, avrebbe salvato anche le quattro case ingiustamente demolite a Procida, Casamicciola e Forio, come in tanti altri Comuni della Campania.
Un’alchimia, quella escogitata a Palazzo Chigi, che ha tratto in inganno anche le più importanti agenzie di stampa, i cui take avevano fatto pensare a un’esclusione tra i beneficiari del provvedimento di gran parte del territorio regionale, isole comprese, in considerazione di uno dei due “paletti” annunciati quest’oggi: il decreto non vale nelle zone a vincolo paesaggistico. E invece, quel passaggio fa riferimento alla famosa “Legge Urbani” (quindi a vincoli squisitamente legali) e non a quelli ministeriali che ingessano da tempo le nostre zone; ne consegue, di fatto, che la sospensione delle demolizioni vale anche dalle nostre parti e, quindi, l’incubo demolizioni è sospeso fino al 30 giugno del prossimo anno.
Sino ad allora, lo speriamo di cuore, il Governo dovrà concludere l’iter dell’ormai noto emendamento Sarro-Nespoli, che consentirà la corretta applicazione del condono ex legge 326/2003, concludendo di fatto quella disparità di trattamento tra la Campania e le altre regioni d’Italia già sancita dalla Corte Costituzionale e provocata dall’iniqua legge regionale dell’ormai defunta Giunta Bassolino. E la nuova Giunta guidata da Stefano Caldoro dovrà vigilare affinché anche le competenze locali vadano nella giusta direzione, specie per quanto concerne una rivisitazione dei nostri piani territoriali ormai fuori dal tempo.
Adesso -lo ribadisco- dopo aver ringraziato chi come Mara Carfagna e Fulvio Martusciello ha fatto sì che venissero rispettati gli impegni assunti nel corso dell’ultima campagna elettorale regionale, rendendosi interpreti concreti delle istanze del nostro territorio, è indispensabile una forte presa di coscienza da parte delle amministrazioni locali, che DEVONO a tutti i costi recuperare la loro credibilità nel contrastare quella cultura dei “colpi di mano” che purtroppo continua ad imperare tra la nostra gente.
L’ultimo “proclama” di Guido Bertolaso su un fantomatico rischio eruzione del nostro Monte Epomeo ha fatto in poche ore il giro del mondo, al punto da provocare un forte stop alle prenotazioni (e a dire il vero, anche molte cancellazioni) presso i principali tour operator che lavorano con Ischia. E di questi tempi, per noi tutti non è certo un toccasana.
Più che leggermi pedissequamente i vari take d’agenzia e le principali testate che li hanno riprodotti fedelmente, sono rimasto molto colpito da quanto pubblicato sul sito PUPIA.TV, che dopo aver riportato le dichiarazioni del Sindaco di Forio Franco Regine e del Sindaco d’Ischia Giosi Ferrandino (quest’ultima, devo dire, decisamente ottima) scrive fedelmente: “Allarmati dalla notizia, abbiamo dato uno sguardo al sito dell’Osservatorio Vesuviano e con somma sorpresa abbiamo letto cheIschia non evidenzia variazioni significative nello stato di attività dell’area vulcanica. A questo punto abbiamo contattato telefonicamente il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, il professor Marcello Martini che, tranquillizzandoci, ha affermato che al momento non c’è alcun pericolo particolare sull’isola d’Ischia per quanto riguarda sia l’attività sismica che vulcanica.”
Mi domando e dico: il buon Bertolaso (di cui ho notoriamente stima) in questa occasione è stato più idiota, più avventato o… tutt’e due? Oppure, detto alla napoletana, “chist ci’è o ce fa?”
In ventiquattr’ore al Comune di Ischia è successo di tutto. Mentre il Paese si preoccupa della crisi, aggravata dai legittimi timori della congiuntura -che sembra essere tutt’altro che in fase calante- e degli attacchi mediatici alla nostra Isola, Giosi Ferrandino e i suoi si riuniscono a più riprese per tentare di capirci qualcosa. L’altroieri sera, dopo un gruppo di maggioranza da qualcuno definito troppo “piatto” e tutt’altro che reattivo, il sindaco-ingegnere si sarebbe riservato di decidere se rassegnare ancora una volta (ma definitivamente) le proprie dimissioni dalla carica. I suoi, forse impauriti dal ben noto decisionismo del loro leader, hanno pensato di riunirsi la sera dopo (ieri) senza di lui, per verificare le condizioni di prosecuzione della loro “avventura”, per poi notificargli le decisioni.
Oggi pare che, a sorpresa (ma non troppo, almeno per chi mastica di politica e conosce bene certi “soggetti”), le distanze siano state nuovamente colmate e il gruppo di consiglieri e assessori di ieri sera abbia deciso -udite udite- di continuare il cammino con Giosi. Quale miracoloso collante avrà riunito per l’ennesima volta i cocci di un’amministrazione che della solidità interna non ha mai fatto un motivo ricorrente?
Sappiamo bene, inoltre, che Ferrandino non è uno tanto incline alla logica “scurdammece u’ppassat” e di certo, per evitare ai suoi di uscire definitivamente dalla scena politica comunale, chiederà a tutti di piegarsi incondizionatamente sulle sue posizioni. Quindi, se tanto mi dà tanto, ad Ischia non resterà che vivacchiare fino al termine del loro mandato (2012), sperando di non affondare anzitempo e definitivamente tra i debiti, i pagamenti a diciotto mesi, le partecipate sempre più allo sbando, i pilomat inutili e… i ciclamini.
A meno che qualcuno non tiri fuori gli attributi e dimostri di non dipendere poi più di tanto dal “cerasiello” della politica… ma personalmente, non ci conto granché!
La reazione del Sindaco di Barano d’Ischia Paolino Buono verso i rappresentanti del suo partito, ieri in Commissione Ambiente al Senato (“Da domani posso essere un tesserato in meno del PD se continuate a ridere dei nostri problemi“), con tanto di sventolio di tessera e accompagnata dagli interventi tutt’altro che “dolci di sale” dei colleghi Giosi Ferrandino (Ischia) e Franco Regine (Forio), riscuote il mio più sincero apprezzamento personale. Finalmente, dopo tanti inviti a tirare fuori gli attributi, ma soprattutto dopo il proverbiale out-out da parte di Gaetano Di Meglio dalle colonne del quotidiano IL GOLFO, i tre Sindaci di casa nostra facenti capo al partito di Bersani e di quegli oltranzisti come Della Seta e Ferrante -questi ultimi postisi apertamente contro l’Emendamento Sarro non più di una settimana fa-, hanno ben pensato di mostrare i denti e di anteporre gli interessi della nostra Isola all’inutile appartenenza partitica, sempre più lontana dalle reali esigenze delle realtà locali. Bravi!
Per il resto, quanto all’argomento demolizioni e condono ter, manterrò l’impegno di non pronunciarmi fino alla definizione della vicenda in aula; né tampoco sto rendendo pubblici tutti i contatti che ho continuato ad avere con Roma in questi mesi, senza far mai calare la mia attenzione nei confronti di questo problema, nel rispetto di quanto ho promesso a tutti gli amici vecchi e nuovi che mi hanno chiesto aiuto fidandosi di me.
Ma non temete: alla fine ci sarà una risposta per tutti. Per il momento… non disturbiamo i conducenti!
Con il decreto 21 del 17 maggio, il sindaco Giosi Ferrandino sembra voler rinfrescare la memoria a sé stesso e ai suoi uomini, ma dimentica che i cittadini-elettori ischitani, in uno dei peggiori momenti storici mai vissuti dal Paese, soffrono di tutto tranne che di amnesie. A meno di un anno dal documento programmatico approvato in consiglio comunale dall’intera maggioranza (che da allora ad oggi ha perso anche il consigliere Giuseppe Di Meglio, stanco di vivacchiare, politicamente parlando, nell’inerzia più totale dei suoi ex colleghi di cordata), il Sindaco Ferrandino ha prodotto oggi un atto attraverso il quale si illude di dare nuovo impulso all’attività amministrativa della sua squadra; ma una lettura molto attenta scopre agevolmente gli “altarini” di questa ennesima farsa: oggi più di sempre, il primo cittadino avoca a sé ulteriori quattro deleghe (cultura, risorse umane, polizia municipale e trasporti), che si sommano a quella “intoccabile” ai lavori pubblici; ma soprattutto richiama all’ordine i vari assessori in carica rispetto al da farsi, probabilmente consapevole che in questi primi tre anni gli “appiccichi” interni, specie in materia di “spartenze”, hanno impedito qualsiasi risultato concreto a vantaggio della nostra Comunità, finanche –come testimonia lo stesso decreto- i rinnovi o le nomine ex novo dei contratti a dirigenti e funzionari, scaduti da tempo, di cui non si riesce a decidere la “paternità”, sovraccaricando così oltre misura professionalità del calibro dell’Avv. Lello Montuori e limitandone di fatto il suo concreto potenziale. E stranamente –ma non troppo- in questo decreto non c’è nessun richiamo o indicazione per l’assessore al turismo nonché vicesindaco Luigi Boccanfuso, quasi come fosse un intoccabile (come i “Paria” indiani?) o, ancor peggio, uno che ha svolto talmente bene il suo ruolo da non meritare alcun tipo di memorandum per le future attività che lo riguardano. Sappiamo perfettamente, invece, che specie nel campo turistico questa maggioranza è del tutto latitante e non è stata in grado di andare oltre i proclami, riducendo a zero non solo le attività culturali ma ogni qualsiasi possibilità di intervento a favore di un risveglio di una stagione turistica che sembra ormai irrecuperabile. Gli attuali occupanti di Via Iasolino sono totalmente in barca, navigano a vista e non è escluso che di qui a poco assisteremo a nuovi, clamorosi colpi di scena che ne sconvolgeranno ulteriormente i già precari equilibri sin dal prossimo consiglio comunale.
La notizia è stata pubblicata sull’ultimo numero di NOVELLA 2000, ma approfondendo un pò le ricerche su internet, spunta fuori anche dal sito www.90011.it , che si picca di sapere tutto di Bagheria e dintorni.
Giuseppe Tornatore, il regista siciliano di fama internazionale che ricordiamo per capolavori come “Nuovo Cinema Paradiso” e, senza andare troppo lontano, il suo ultimo “Baarìa“, starebbe lavorando all’idea della rappresentazione su grande schermo di “Florian del cassonetto“, il libro per ragazzi di Ornella Della Libera edito lo scorso anno da Rizzoli, di cui ho parlato qui sul mio blog il 5 aprile 2009, proprio quando nel presentare il libro e la nobile causa che ne avrebbe ricevuto i proventi, auspicai che “qualche produttore finora troppo distratto trovi il modo di valorizzarne il talento“.
E sapete qual è l’aspetto più carino di questa vicenda? Non tanto che questa specie di “sorella” che ho sempre avuto finalmente potrebbe veder coronato il sogno di “svoltare”, dopo le innumerevoli angherie che la vita le ha riservato e a cui ha sempre risposto con una forza d’animo, una voglia di vivere e un’energia più uniche che rare. Ornella, “anem’e Ddie“, prima della telefonata di mia moglie Catrin che ieri sera le riferiva dell’articolo su Novella, di tutto questo non ne sapeva assolutamente niente, ricordando soltanto che il libro a Tornatore glielo aveva probabilmente dato quell’autentico fenomeno di sua figlia Lucilla nell’ambito di un incontro del tutto casuale.
Del resto, a volte il destino ti può riservare delle piacevoli sorprese quando mai te l’aspetti, anche quando proprio in virtù di questo tuo modo di essere talentuosa, sensibile, disponibile, professionale, integerrima, senza per questo derogare ai doveri di un mestiere delicato come l’ispettore di Polizia (una missione intesa ben oltre l’autentica necessità dello stipendio), ti riservano come premio un impiego presso… l’Autocentro della P.S. di Napoli.
Tieni duro, Blondie! Forse il tram giusto sta finalmente passando.
La congiuntura economica negativa incombe ormai un pò ovunque nel mondo, figuriamoci in quello del calcio. Ma forse c’è ancora chi aspetta Godot.
Poche ore fa ho partecipato alla riunione indetta dall’attuale presidenza dell’Ischia Calcio, che in maniera estremamente diligente ha voluto fare il punto della situazione a una settimana dalla conquista della salvezza e della conseguente permanenza in serie D, ma anche a diciotto giorni dal termine ultimo per l’iscrizione al prossimo campionato: un termine, questo, rispetto al quale al momento non v’è alcuna certezza di esser pronti.
Dall’incontro di cui sopra è emersa la possibilità che uno degli ex presidenti dell’Ischia, Roberto Goveani, accetterebbe di tornare al timone del team gialloblu, dopo aver ricevuto un preciso invito dai tifosi in tale direzione.
Ma la domanda sorge spontanea: di questi tempi, ci sono ancora benefattori nel calcio? Veramente basta il mecenate di turno per guardare al futuro “pallonaro” di casa nostra con serenità? Credo che neppure i più appassionati tifosi ne siano convinti. Vero, ragazzi?
Io credo che Goveani, notoriamente non stupido, abbia bisogno di un progetto imprenditoriale serio legato all’eventualità di occuparsi dell’Ischia. Sì, imprenditoriale! Perché il calcio non è più un giocattolo da ricchi (e non certo da poveri), ma vera e propria impresa. E tutti sappiamo bene che per giungere al traguardo della C -livello minimo per essere considerati degni di attenzione da parte dei Clubs con la C maiuscola, con tutti i vantaggi conseguenti- serve un vero e proprio piano industriale in cui nessuno ha voglia di guadagnarci nulla, ma nemmeno di rimetterci le penne.
E poi -diciamocelo francamente- la gente è stanca di profondere i propri sforzi economici, piccoli medi o grandi che siano, senza aver mai voce in capitolo nella vita della società, anche se in debita proporzione alla quota versata. Così come non si potrà pretendere che i vari Scotti, Di Meglio, Bazzoli, Di Costanzo, Federico e pochi altri rappresentino in eterno l’ancora di salvezza dell’Ischia. In primo luogo, come tutti, essi non sono eterni; secondo, è necessario dimostrare a noi stessi e agli altri la vera voglia di partecipare di ciascuno di noi, in linea con le proprie concrete possibilità.
Ecco perché vedo di buon occhio la soluzione dell’azionariato popolare proposta da Antonio Riccio: sicuramente non la panacea per affrontare senza problemi il campionato 2010-2011, ma più che un punto di forza su cui seminare per il futuro a partire dal prossimo anno. Parliamoci chiaro, amici: i tempi non consentono stravizi e non lasciano trasparire troppi tycoon o sponsor milionari, pronti dietro l’angolo a fare il bene della nostra squadra; ma se riusciamo a stare concretamente insieme, rimuovendo steccati e vecchi rancori, si può approdare senz’altro a qualcosa di buono nel medio termine. E dinanzi a una visione chiara e seria delle cose, ben venga il Goveani di turno (come qualsiasi altro personaggio facoltoso) che ci porti per mano per tornare nel calcio che conta.
Il mio unico rammarico rispetto alla riunione odierna è stato quello di non aver chiesto a Gianni De Vivo a quanto ammontasse la quota pro capite da lui stimata per i “cinque soci pesanti” (questa la sua definizione) su cui basare la squadra, e dei cui tre quinti si è fatto carico personalmente davanti a tutti. Glielo sto per chiedere via sms: è un pò tardi per chiamarlo!
Tutto sommato, sono d’accordo con il mio amico Luigi Iannucci: quella di stasera, è stata una riunione estremamente positiva, ben oltre le più rosee aspettative. E nel mio piccolo, spero di aver dato un contributo utile alla discussione.
CAMPANIA: APPROVATI ODG CONTRO ABBATTIMENTO CASE ABUSIVE
NAPOLI
(ANSA) – NAPOLI, 30 GIU – Via libera dal Consiglio regionale della Campania agli ordini del giorno contro l’abbattimento delle case abusive: l’Aula ha approvato a maggioranza i due odg presentati da Domenico De Siano e Fulvio Martusciello del Pdl e l’altro a firma di Pietro Diodato, consigliere dello stesso partito.
Con il primo odg, ha spiegato De Siano, si vuole promuovere un ”tavolo istituzionale con le autorita’ giudiziarie e le realta’ locali per stabilire un elenco di priorita’ per quanto riguarda gli abbattimenti”. Dall’altro lato, ha aggiunto, ”si intende sollecitare il Governo per riproporre un nuovo emendamento che preveda lo stop agli abbattimenti” e per estendere il condono del marzo 2003 anche in zone sottoposte a vincolo paesaggistico. ”Vogliamo anche sollecitare il Governo – ha detto ancora De Siano – a un decreto legge che possa, per necessita’ e urgenza, consentire l’applicazione della legge per il condono ex lege. 326/2003”. Il secondo ordine del giorno prevede di sospendere le demolizioni fino al 30 giugno 2011 per quei fabbricati destinati a prima abitazione.
L’ordine del giorno chiede al Governo che venga ”ripresentato in Parlamento un provvedimento” che possa andare in questa direzione e che possa ”porre rimedio alla mancata conversione in legge del Decreto n.62 del 28 aprile 2010”. ”La Regione e molti Comuni, fino a oggi, sono stati gestiti dal centrosinistra che non ha messo in campo alcun controllo contro gli abusi e contro le connivenze con la criminalita’ – ha detto Diodato – Gli unici a pagare il prezzo dei disastri del centrosinistra sono i cittadini che hanno costruito, anche a causa della incapacita’ amministrativa dei Comuni, commettendo abusi di necessita’ per la prima casa. Noi ci assumiamo la responsabilita’ politica di tutelare questi cittadini”.
Numerose le critiche e le contestazioni da parte dell’opposizione. Dalle fila del Pd e’ arrivata la richiesta di rimettere l’ordine del giorno alla valutazione della Commissione urbanistica. Proposta bocciata, pero’, da Martusciello che ha detto: ”E’ giusto che ad esprimersi sia l’aula”. ”I ripetuti condoni che sono stati applicati hanno devastato il territorio della Campania – ha sottolineato Dario Barbirotti di Idv – e hanno affermato un principio di illegalita”’. Per Eduardo Giordano, capogruppo di Italia dei Valori, ”l’ordine del giorno proposto non distingue la posizione di coloro che hanno commesso abusi di necessita’ e coloro che hanno costruito ville e palazzi abusivi a fini di lucro”. Abbandonano per protesta l’aula il Pd e il Pse. ”Il nostro obiettivo era quello di non penalizzare le comunita’ cercando forme di tutela per coloro che hanno costruito abusivamente per necessita’ – ha evidenziato Giuseppe Russo capogruppo del Pd – ma senza devastare il territorio e senza avallare la cultura della illegalita”’ , denunciando, inoltre, l’assenza del governo regionale e abbandonando l’Aula per dissenso politico insieme con i consiglieri del suo gruppo, con i consiglieri del gruppo del Pse, guidati da Gennaro Oliviero.
(ANSA).
(Davide Conte – da “IL GOLFO” del 3 luglio 2010 – pag. 27)
Oggi all’NH Hotel di Ischia si terrà un forum redazionale organizzato da questo Quotidiano sul tema del Comune Unico e del Comune “Costiero”, cui parteciperanno tutti i Sindaci isolani, il consigliere regionale Domenico De Siano e il Presidente dell’ACUII Nello Mazzella: un appuntamento che spero si rivelerà proficuo e della cui idea mi complimento vivamente.
Premesso che sono da sempre un convinto sostenitore del Comune Unico, nonché piuttosto intollerante verso vari mezzucci e surrogati che ne snaturassero l’importanza nel segno del “campanile”, cercherò di pormi in maniera estremamente obiettiva e neutrale nell’analizzare la proposta di Domenico De Siano del Comune “costiero” tra Ischia, Casamicciola Terme e Lacco Ameno, ponendo l’aggettivo tra gli apici solo perché tutti e sei i Comuni della nostra Isola, in qualche modo, costieri lo sono già.
Va ricordato che i recenti provvedimenti del Governo centrale impongono ormai scelte immediate rispetto all’esistenza delle aziende partecipate nei Comuni al di sotto dei trentamila abitanti, ma soprattutto verso le funzioni essenziali della gestione della macchina amministrativa, della cui autonomia le nostre sei municipalità potrebbero difficilmente fare a meno. Nondimeno, vi è la necessità di una radicale semplificazione del sistema di gestione della cosa pubblica e di una consequenziale quanto sostanziale riduzione dei relativi costi.
I pro e i contro alla proposta De Siano, a mio avviso, vanno valutati sotto due diversi aspetti: quello sociale e quello politico: due facce della stessa medaglia, se vogliamo, in quanto l”una strettamente dipendente dall’altra. Infatti, se da una parte la politica potrebbe finalmente scegliere di portare al referendum l’idea del Comune Unico per poi attendere il giudizio finale della gente, dall’altra è proprio certa politica a patire sia l’attaccamento alla poltrona, sia le pressioni degli elettori old style attaccatissimi alla propria identità storica. In qualche modo, le stesse valutazioni possono essere riportate pedissequamente alla proposta del cosiddetto “Comunello” (per usare il conio di Gaetano Di Meglio), ma ciò rende implicite una serie di riflessioni verso le storiche posizioni avverse della metà delle Amministrazioni isolane: non a caso, proprio quelle “escluse” dall’idea di De Siano e, tra esse, quella guidata da Franco Regine, tutt’altro che avaro di commenti negativi proprio da queste colonne e, devo dire, in parte anche basati su presupposti piuttosto legittimi.
Per quelli come me che ancora credono nella fattibilità del Comune Unico, ma soprattutto nell’irrinunciabile proposito di far esprimere tutti noi attraverso il tanto agognato referendum, mi verrebbe di esortare Domenico a rinunciare al suo progetto e, insieme al mio amico Fulvio Martusciello, ripescare finalmente la vecchia proposta di Legge propedeutica al referendum. Di contro, però, potrei sentirmi rispondere: “Perché rinunciare alla mia proposta, quando tre delle sei amministrazioni isolane sono storicamente contrarie al Comune Unico?”
A questo punto, propongo un onorevole compromesso: De Siano fa dietrofront sulla proposta del “Comunello” e le Amministrazioni di Forio, Barano d’Ischia e Serrara Fontana si impegnano entro un mese a deliberare in consiglio comunale il proprio favore al Comune Unico dell’Isola d’Ischia. Sarebbe un passo in avanti per tutti: la migliore risposta sia a chi accusa De Siano, Ferrandino e D’Ambrosio di voler porre in essere una consorteria politica verso un’Isola a due velocità e, al tempo stesso, il modo giusto per dimostrare che per una volta il tanto sbandierato “bene del Paese” ha il sopravvento su certe “autonomie” che non portano ormai più nulla di buono alla collettività, anzi…
Fatto ciò, bisognerà lavorare sulla nostra gente: ma io credo che i tempi siano finalmente maturi per farlo in modo piuttosto agevole. E solo allora I’Isola d’Ischia dimostrerà di aver realmente voglia di crescere e uscire dal tunnel!
Ho lanciato questa crociata a partire da domenica sera, dopo aver letto l’articolo a pagina 24 del “Corriere della Sera”, fondando un gruppo su Facebook (che oggi ha però solo 159 membri) e invitando i miei circa 2000 contatti ad iscriversi.
Il gioco del “Monopoly” cambia, e non solo per la “Y” finale al posto della “I” che ha così uniformato il nome per tutte le versioni: da novembre, in occasione del suo 75° compleanno, verranno sostituiti i nomi di strade (ricordate Viale dei Giardini, Parco della Vittoria, Largo Augusto e così via?) con nomi di città e, per giunta, con tanto di gonfaloni fedelmente riprodotti per ciascuna delle ventidue caselle.
Al sito www.monopolyitalia.it vi è la possibilità di iscriversi e votare fino a dieci volte al giorno per la propria città preferita, FINO AL 28 LUGLIO. Domenica sera, Ischia aveva solo 166 voti. Mentre scrivo questo post, dopo il tam tam che ho fatto partire su Facebook, ha già superato i 700 voti.
Al momento, l’ultima città delle prime ventidue, Cosenza, ha circa 6.800 voti: un gap colmabile, sia perché il ritmo dei votanti di queste città sta calando sensibilmente, sia perché basterebbero cento Ischitani di buona volontà che si impegnassero nei prossimi ventidue giorni a esprimere le dieci preferenze, per raggiungerne quasi ventitremila.
Se vogliamo, il risultato è alla nostra portata: si tratterebbe di una vetrina non indifferente per la nostra Isola e, per giunta, a costo zero. Diamoci da fare!
Dopo la maxiretata che ha portato stanotte a oltre trecento arresti, tra i quali quello dell’ottantenne “capo dei capi” della ‘ndrangheta Domenico Oppedisano (senza dubbio la più importante operazione contro la criminalità mai compiuta sinora dalle nostre parti), molti lombardi avranno avuto un vero e proprio “pugno nello stomaco” nell’apprendere che cinquanta di quei fermi sono avvenuti in Brianza.
Proprio così! In effetti, quanto accaduto poche ore fa testimonia una verità inconfutabile: al nord, nel corso degli ultimi anni, è avvenuto esattamente lo stesso fenomeno il cui ruolo di protagonista è stato pubblicamente attribuito al sud, che alla fine del secolo scorso, insieme alla politica della prima repubblica, condannava la criminalità organizzata per farci poi insieme, sottobanco, ottimi affari.
E devo dire che mi è piaciuta molto -al di là dello sconcerto che però non può e non deve trasformarsi in meraviglia- anche la dichiarazione dell’ex leader PD Walter Veltroni, il quale ieri ha affermato: “Nessuno mi convincerà mai che Provenzano e Riina sono i veri capi della mafia. Loro sono stati solo i bracci operativi, mentre i capi dell’ associazione criminale che ha un giro d’affari di 130 miliardi all’anno stanno nell’alta finanza e nella grande industria“.
Due aspetti positivi di questa vicenda, però, ci sono senz’altro: il primo, quello di poter apprezzare ancora una volta l’ottimo lavoro del Ministero dell’Interno e delle Forze dell’Ordine targate Italia; il secondo, che almeno d’ora innanzi certi oltranzisti lumbard, prima di definirci gratuitamente mafiosi, dovranno pensarci due volte.