Nel giorno della messa pontificale in onore di San Giovan Giuseppe della Croce, così come nel corso della successiva processione via mare, chi ancora non aveva avuto modo di scoprire quanto i nostri compaesani emigrati nelle Americhe si sentano orgogliosamente Ischitani (forse più di tanti di noi), ha potuto constatarlo in prima persona.
La nutrita delegazione proveniente da Mar del Plata (un’autentica “colonia ischitana”, proprio come San Pedro in California), guidata dall’intraprendente Alfonso Vottola, ha partecipato in grand soirée a tutti gli eventi in programma, in particolare ai festeggiamenti del nostro Santo Patrono, sfoggiando una vistosa fascia biancoazzurra ornata da un sottile ma significativo tricolore sovrastante.
Come ha avuto modo di affermare Salvatore Di Meglio -che ha ospitato tutta la delegazione al suo Hotel Terme President- noi tutti dobbiamo molto a questi nostri fratelli. E non solo perché nei tempi duri, i famosi “pacchi” provenienti dall’Argentina risollevavano la qualità della vita a tante nostre famiglie. Essenzialmente, ciascuno di noi dovrebbe prendere esempio da loro, in primis per quell’attaccamento alla terra natia che dalle nostre parti va sempre più svanendo, sebbene è proprio da essa che quasi tutti noi traiamo le nostre fortune. Grazie al Vescovo Strofaldi, l’ultimo Sinodo diocesano ha coinvolto sia Mar del Plata sia San Pedro, e per quanto ne so il loro impegno è stato assolutamente encomiabile.
Ho promesso al fratello di Alfonso Vottola, Gennaro, autorevole anchor man di due radio molto importanti a Mar del Plata, di recarmi quanto prima da quelle parti a conoscere la loro realtà. E sono sicuro che, come già accaduto più volte a San Pedro, riuscirò anche lì a sentirmi a casa, tra amici.
(ph. ischiaphoto.it)