Archivio per il 'Costume e Società'Categoria

Matthew Fox e Jimmy Kimmel sono entrambi Ischitani

3 agosto 2010

 

Ecco come il popolarissimo Jimmy Kimmel (comico e conduttore tv americano sulla ABC) ha scoperto che anche Matthew Fox, come lui, è originario di ISCHIA.

Pat Di Leva (che mi ha segnalato questo video) è la moglie del compianto John Joseph Di Leva, ischitano d’origine e parente del ceppo ischitano dei “Nerone”. L’ho condiviso con lei, mia carissima amica, perché nel mio ultimo viaggio negli USA fu proprio lei a riferirmi che nel corso del Jimmy Kimmel Show, il popolare attore Matt Dillon aveva parlato del suo viaggio “in questa isola stupenda che si chiama Ischia”, di cui aveva tessuto le lodi a proposito dell’ISCHIA GLOBAL FILM FEST del Regina Isabella. E già in quella occasione -anche se non con tanta dovizia di particolari come in questo caso- Jimmy Kimmel rispolverò i suoi natali ischitani. Sia Kimmel che Fox sono molto famosi in Italia, come in tutto il mondo, per la famosa serie televisiva LOST.

E’ molto bello (e al tempo stesso deprimente, se pensiamo a noialtri) scoprire quanto i nostri connazionali d’oltreoceano siano attentissimi a tutto quanto possa riguardare la nostra Isola, che continuano ad amare dal profondo del cuore anche se, in molti casi, non è la loro terra natale. Da loro, credetemi, sotto quest’aspetto abbiamo tantissimo da cui trarre esempio.

Almeno i “lumbard” la smetteranno di chiamarci “mafiosi”…

13 luglio 2010

Dopo la maxiretata che ha portato stanotte a oltre trecento arresti,  tra i quali quello dell’ottantenne “capo dei capi” della ‘ndrangheta Domenico Oppedisano (senza dubbio la più importante operazione contro la criminalità mai compiuta sinora dalle nostre parti), molti lombardi avranno avuto un vero e proprio “pugno nello stomaco” nell’apprendere che cinquanta di quei fermi sono avvenuti in Brianza.

Proprio così! In effetti, quanto accaduto poche ore fa testimonia una verità inconfutabile: al nord, nel corso degli ultimi anni, è avvenuto esattamente lo stesso fenomeno il cui ruolo di protagonista è stato pubblicamente attribuito al sud, che alla fine del secolo scorso, insieme alla politica della prima repubblica, condannava la criminalità organizzata per farci poi insieme, sottobanco, ottimi affari.

E devo dire che mi è piaciuta molto -al di là dello sconcerto che però non può e non deve trasformarsi in meraviglia- anche la dichiarazione dell’ex leader PD Walter Veltroni, il quale ieri ha affermato: “Nessuno mi convincerà mai che Provenzano e Riina sono i veri capi della mafia. Loro sono stati solo i bracci operativi, mentre i capi dell’ associazione criminale che ha un giro d’affari di 130 miliardi all’anno stanno nell’alta finanza e nella grande industria“.

Due aspetti positivi di questa vicenda, però, ci sono senz’altro: il primo, quello di poter apprezzare ancora una volta l’ottimo lavoro del Ministero dell’Interno e delle Forze dell’Ordine targate Italia; il secondo, che almeno d’ora innanzi certi oltranzisti lumbard, prima di definirci gratuitamente mafiosi, dovranno pensarci due volte.

(foto: www.ilcittadinomb.it)

Ischia nel nuovo “Monopoly”: proviamoci!

6 luglio 2010

Ho lanciato questa crociata a partire da domenica sera, dopo aver letto l’articolo a pagina 24 del “Corriere della Sera”, fondando un gruppo su Facebook (che oggi ha però solo 159 membri) e invitando i miei circa 2000 contatti ad iscriversi.

Il gioco del “Monopoly” cambia, e non solo per la “Y” finale al posto della “I” che ha così uniformato il nome per tutte le versioni: da novembre, in occasione del suo 75° compleanno, verranno sostituiti i nomi di strade (ricordate Viale dei Giardini, Parco della Vittoria, Largo Augusto e così via?) con nomi di città e, per giunta, con tanto di gonfaloni fedelmente riprodotti per ciascuna delle ventidue caselle.

Al sito www.monopolyitalia.it vi è la possibilità di iscriversi e votare fino a dieci volte al giorno per la propria città preferita, FINO AL 28 LUGLIO. Domenica sera, Ischia aveva solo 166 voti. Mentre scrivo questo post, dopo il tam tam che ho fatto partire su Facebook, ha già superato i 700 voti.

Al momento, l’ultima città delle prime ventidue, Cosenza, ha circa 6.800 voti: un gap colmabile, sia perché il ritmo dei votanti di queste città sta calando sensibilmente, sia perché basterebbero cento Ischitani di buona volontà che si impegnassero nei prossimi ventidue giorni a esprimere le dieci preferenze, per raggiungerne quasi ventitremila.

Se vogliamo, il risultato è alla nostra portata: si tratterebbe di una vetrina non indifferente per la nostra Isola e, per giunta, a costo zero. Diamoci da fare!

Con Florian e Tornatore, Ornella finalmente “svolta”?

7 giugno 2010

La notizia è stata pubblicata sull’ultimo numero di NOVELLA 2000, ma approfondendo un pò le ricerche su internet, spunta fuori anche dal sito www.90011.it , che si picca di sapere tutto di Bagheria e dintorni.

Giuseppe Tornatore, il regista siciliano di fama internazionale che ricordiamo per capolavori come “Nuovo Cinema Paradiso” e, senza andare troppo lontano, il suo ultimo “Baarìa“, starebbe lavorando all’idea della rappresentazione su grande schermo di “Florian del cassonetto“, il libro per ragazzi di Ornella Della Libera edito lo scorso anno da Rizzoli, di cui ho parlato qui sul mio blog il 5 aprile 2009, proprio quando nel presentare il libro e la nobile causa che ne avrebbe ricevuto i proventi, auspicai che “qualche produttore finora troppo distratto trovi il modo di valorizzarne il talento“.

E sapete qual è l’aspetto più carino di questa vicenda? Non tanto che questa specie di “sorella” che ho sempre avuto finalmente potrebbe veder coronato il sogno di “svoltare”, dopo le innumerevoli angherie che la vita le ha riservato e a cui ha sempre risposto con una forza d’animo, una voglia di vivere e un’energia più uniche che rare. Ornella, “anem’e Ddie“, prima della telefonata di mia moglie Catrin che ieri sera le riferiva dell’articolo su Novella, di tutto questo non ne sapeva assolutamente niente, ricordando soltanto che il libro a Tornatore glielo aveva probabilmente dato quell’autentico fenomeno di sua figlia Lucilla nell’ambito di un incontro del tutto casuale.

Del resto, a volte il destino ti può riservare delle piacevoli sorprese quando mai te l’aspetti, anche quando proprio in virtù di questo tuo modo di essere talentuosa, sensibile, disponibile, professionale, integerrima, senza per questo derogare ai doveri di un mestiere delicato come l’ispettore di Polizia (una missione intesa ben oltre l’autentica necessità dello stipendio), ti riservano come premio un impiego presso… l’Autocentro della P.S. di Napoli.

Tieni duro, Blondie! Forse il tram giusto sta finalmente passando.

Lezioni di turismo “Made in Usa” per tutti noi

11 febbraio 2010

E’ quello che mi piacerebbe proporre negli ambiti legati al turismo di casa nostra: una passeggiata negli Stati Uniti, ovunque, per imparare quanto non sia vero che piu’ grande e’ la realta’ in cui si opera, piu’ diventi difficile essere cortesi e professionali, poiche’ tutto diventa routine.

Da New York a Boston, da Los Angeles a San Francisco, da Dallas a Miami, tutti fanno della cortesia e della professionalita’ il fill rouge del proprio lavoro, ma soprattutto del modo di porsi nei confronti dell’ospite/cliente. Non fai in tempo ad entrare in un negozio che un addetto alle vendite ti viene incontro con il classico “Hi Sir, can I help you?“; al pari degli addetti alla reception o al concierge degli alberghi o dei ristoranti, sempre pronti a soddisfarti con la massima serenita’ e, soprattutto, col sorriso sulle labbra. Eppure, a differenza di Ischia, queste persone hanno a che fare quotidianamente con migliaia e migliaia di visitatori da ogni parte del mondo; ma la loro soglia di “sopportazione” del turista e’ del tutto immutabile.

Chi mi conosce e’ autorizzato a darmi del noioso, sentendomi dire sempre le stesse cose. Ma per me, due settimane da queste parti, rappresentano una vera e propria riconciliazione con la civilta’, ad ogni livello. E penso che lo stesso “trattamento” potrebbe insegnare tanto a tanti miei compaesani, specie a quelli che si illudono di essere turisticamente “arrivati”.

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