L’ultimo “proclama” di Guido Bertolaso su un fantomatico rischio eruzione del nostro Monte Epomeo ha fatto in poche ore il giro del mondo, al punto da provocare un forte stop alle prenotazioni (e a dire il vero, anche molte cancellazioni) presso i principali tour operator che lavorano con Ischia. E di questi tempi, per noi tutti non è certo un toccasana.
Più che leggermi pedissequamente i vari take d’agenzia e le principali testate che li hanno riprodotti fedelmente, sono rimasto molto colpito da quanto pubblicato sul sito PUPIA.TV, che dopo aver riportato le dichiarazioni del Sindaco di Forio Franco Regine e del Sindaco d’Ischia Giosi Ferrandino (quest’ultima, devo dire, decisamente ottima) scrive fedelmente: “Allarmati dalla notizia, abbiamo dato uno sguardo al sito dell’Osservatorio Vesuviano e con somma sorpresa abbiamo letto cheIschia non evidenzia variazioni significative nello stato di attività dell’area vulcanica. A questo punto abbiamo contattato telefonicamente il direttore dell’Osservatorio Vesuviano, il professor Marcello Martini che, tranquillizzandoci, ha affermato che al momento non c’è alcun pericolo particolare sull’isola d’Ischia per quanto riguarda sia l’attività sismica che vulcanica.”
Mi domando e dico: il buon Bertolaso (di cui ho notoriamente stima) in questa occasione è stato più idiota, più avventato o… tutt’e due? Oppure, detto alla napoletana, “chist ci’è o ce fa?”
Ancora una volta da cittadino, prima ancora che da consigliere comunale, sono costretto ad assistere al totale disinteresse dell’assessore regionale al turismo Claudio Velardi nei confronti della nostra Isola. Dopo la BIT di Milano, anche alla BMT di Napoli è apparso con chiarezza che questo signore crede forse che Ischia non appartenga alle sue competenze, escludendola di fatto da qualsiasi genere di iniziativa significativa e avvantaggiando altre realtà campane, talvolta sempre le stesse.
Già dopo la BIT avevo sollecitato una reazione da parte del sindaco Ferrandino e della sua triade addetta al turismo, ma al di là delle mere enunciazioni di qualcuno, non è mai arrivata alcuna risposta concreta. A questo punto, siamo tutti autorizzati a pensare che il perdurare di tale inerzia verso cotanto menefreghismo rappresenti a tutti gli effetti la peggior forma di complicità che Ferrandino e compagni sono forse tenuti ad adottare, appartenendo alla stessa parrocchia politica di quello che si sta dimostrando giorno dopo giorno il peggiore degli assessori regionali al turismo che poteva capitarci.
Conosco Piero D’Ambra da un bel pò. Politicamente non ci siamo mai trovati sulla stessa sponda; fu assessore al turismo per appena un anno con la Giunta Telese del 1998, dimessosi per non meglio precisate incomprensioni con i suoi: decisamente poco, a mio avviso, per apprezzarlo da amministratore.
Oggi Piero D’Ambra, che in consiglio comunale ci aveva ampiamente rassicurato sulla qualità degli incontri che avrebbe svolto di lì a poco insieme a Lello Pilato con l’assessore regionale al turismo Claudio Velardi, pur non riconoscendo pubblicamente quanto gli avevo preannunciato nel civico consesso, ha ammesso senza mezzi termini dalle colonne del quptidiano IL GOLFO l’assoluto menefreghismo da parte della Giunta Regionale a lui politicamente vicina (e di Velardi in particolare) rispetto alle necessità di iniziative serie a favore del comparto turistico di casa nostra, significando peraltro con numeri ben precisi quanto rischia di perdere l’erario regionale da Ischia in un momento di recessione come quello che stiamo vivendo.
Apprezzando, quindi, questo sforzo di coerenza del collega D’Ambra, sperando in azioni ben più consistenti da parte del Sindaco e, magari, da tutto il Consiglio Comunale contro una Regione sempre più anti-Ischia in fatto di turismo, auspico altresì che egli possa realmente concretizzare l’annunciata collaborazione con Gioacchino Costa, marketing manager ischitano di grandissimo successo, che sicuramente potrebbe conferire una strategia d’indirizzo innovativa ed efficace a favore del made in Ischia.
Le dichiarazioni del Presidente del Senato, Renato Schifani, in merito all’intenzione del Governo di aprire nuove case da gioco nelle regioni del centro e sud Italia, mi trovano estremamente favorevole.
Chi mi conosce sa bene che ho sempre sostenuto la riqualificazione del turismo d’Ischia attraverso tre passaggi: un porto turistico che si rispetti, un casinò e un campo da golf. E per la prima volta lo Stato pare sia pronto a superare quegli schemi arcaici che riservano da sempre il privilegio delle case da gioco alle regioni italiane del nord.
In particolare, sono d’accordo con Schifani che i luoghi comuni in fatto di sicurezza non possono più impedire questa svolta, specie in un momento in cui il turismo è sempre più alla ricerca di un’offerta globale e che la fortissima domanda di case da gioco porta tanti Italiani a recarsi in vacanza in stati confinanti (Francia, Svizzera e Slovenia tra tutti): un indotto, questo, che potrebbe tranquillamente restare dalle nostre parti, senza impoverire ulteriormente un comparto già in crisi.
Sono meno d’accordo, invece, con le dichiarazioni del Sottosegretario al Turismo Brambilla: i casinò devono essere allocati in strutture ad hoc, uniche per location e prestigio, per poi consentire un’eventuale formula che preveda interventi in forma ridotta anche nelle strutture alberghiere, anche perché non credo che dalle nostre parti ci siano alberghi cinquestelle talmente grandi da poter ospitare un vero e proprio casinò.
Questo è il pezzo che ho appena inviato al quotidiano “Il Golfo” e che Vi propongo in anteprima.
La nuova visione della politica che i giorni nostri mi stanno insegnando, in barba a partiti sempre più lontani dal concetto di ideologia, meritocrazia e logica, è quella di considerare un amministratore per quello che riesce a produrre, indipendentemente dalla sua appartenenza.
Ero fiducioso della ventata di novità che Claudio Velardi, all’epoca neo-assessore regionale al turismo della Campania e soprattutto uomo di comunicazione, avrebbe potuto infondere ad un ruolo affidato in precedenza a competenze sempre più discutibili. Velardi mi deluse pochi giorni dopo, dando vita in primo luogo ad un incontro presso l’A.C.S.T. di Ischia che definire massonico è forse un eufemismo, in cui annunciò una campagna di rilancio dall’emergenza rifiuti carente sia quanto ad originalità (mal copiava il messaggio di successo della Dimhotels) che a veridicità del claim proposto (“Monnezza a chi?” mentre Napoli era ancora ricolma di cumuli di sacchetti in ogni dove). In altre parole, capii che per il bene di Ischia non c’era da fidarsi neppure di lui.
A leggere i post che Velardi (che ammiro per la puntualità con cui aggiorna il suo blog) ha inserito dalla Bit di Milano, mi convinco sempre più che il turismo ad Ischia non è affatto tra le sue preoccupazioni principali. La trojka che l’amministrazione Ferrandino mise su al terzo avvicendamento assessorile al ramo in un anno o poco più (Luigi Boccanfuso, Piero D’Ambra, Lello Pilato), che a più riprese ha sbandierato molteplici incontri di indirizzo con Velardi garantendo imminenti quanto importanti sforzi comunicativi a vantaggio della nostra Isola, può prendere atto che dei suoi pur lodevoli sforzi, il “suo” assessore non se n’è fregato minimamente.
Dal suo blog, infatti, Velardi ci parla di esaltazione delle vie del mare, “con 6 percorsi di trasporto su nave, attivi sin da maggio. Il trasporto pubblico diventa funzionale all’allestimento di pacchetti turistici, e viene assicurata la connessione nell’intera baia: Penisola Sorrentina, Campi Flegrei, Castellammare, Ercolano, Pozzuoli saranno collegati tra loro e con Napoli. Vi saranno dei sightseeing lungo la costa, dalla darsena Acton a Miseno, e intorno a punta Campanella. Si potranno così visitare, approdando da mare, gli straordinari Beni culturali di cui disponiamo, dal castello di Baia al rione Terra agli scavi di Ercolano e Pompei, al Vesuvio, Oplonti, e così via“. Esalta la “Primavera in Campania”, presentata insieme alla dinamica Valeria Valente per dar lustro alla città di Napoli, ai suoi monumenti e ai cinque percorsi turistici del Centro Storico “su cui i nostri enti stanno lavorando da mesi“. E Ischia? Manco a parlarne!
Ma la ciliegina sulla torta è lo spot della Campania in onda nel corso del 59° Festival di Sanremo: una vetrina importantissima, un’occasione ghiotta per dimostrare quanto Velardi avesse recepito le necessità manifestategli con tanta veemenza dalla trojka di cui sopra. Come potete vedere (ve l’ho incollato in cima al post traendolo da YouTube), di Ischia non c’è neppure uno scorcio, mentre Capri (due volte), Napoli e Pompei fanno la parte del leone.
E non mi si venga a dire che la spot in onda durante Sanremo esprimeva “concetti”, che tante altre località di mare campane ne sono state escluse o altre “menate” del genere: va ricordato ancora una volta a Velardi (ma come dicevano i nostri nonni “u’meglio surdo è chille ca nun vo séntere“) che Ischia da sola rappresenta oltre un terzo del p.i.l. turistico dell’intera Regione Campania e, di conseguenza, anche il pseudo-blasone caprese quanto a turismo di mare DEVE passare in secondo piano rispetto a quello che la nostra Isola rappresenta in questo comparto.
Ora il sindaco Ferrandino, che ha già avuto modo di appurare (seppur indirettamente) quanto quelli come Velardi e Scalabrini tengano di fatto in considerazione la nostra terra nei loro progetti, preso atto che quanto da me anticipato pochi mesi fa in consiglio comunale nel discutere di quell’altra sòla della ISCHIA LEISURE CARD si è avverato puntualmente, farebbe bene a rendersi portavoce unitamente agli altri cinque sindaci ischitani (magari avvisandoli preventivamente, per non incorrere in ben note gaffes di stampo lacchese), di una decisa azione di protesta che sturi le orecchie a questi maledetti sordi.
Nel contempo, qualcuno faccia capire agli operatori seri del nostro turismo che se non saranno loro a metter mano alla tasca per tutelare con un progetto di sistema i loro stessi interessi (che mai come in questo caso coincidono con quelli del Paese), da questa “gestione rossa” di Regione e Provincia ancora una volta Ischia non può aspettarsi nulla di buono.